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🇦🇷 Argentina

Indio Solari y Los Fundamentalistas del Aire Acondicionado

Indio Solari non suona come un artista: suona come una crepa nel tempo. La voce rauca, gli arrangiamenti che mescolano rock con tocchi di pop e jazz, i riff che si avvolgono come spirali di fumo. Non è un suono che si spiega, si sente: come quando Porco Rex inizia con quell’aria di trombe che sembra uscita da un western e all’improvviso esplode in chitarre che tagliano come coltelli. O quando El perfume de la tempestad si riempie di sassofoni queruli e testi che odorano di nafta e pelle bruciata. Qui non ci sono mezze misure: la musica di Solari è un territorio dove l’amore marcisce in pubblico e il tradimento sa di Veneno paciente.

Il passaggio a Porco Rex nel 2007 fu una brusca sterzata, ma non per il suono, bensì per il peso di ciò che portava con sé. Registrato a Parque Leloir, il disco nacque come un manifesto: Y mientras el Sol se muere — dedicato alla moglie — è l’asse portante, ma il vero centro sta nel modo in cui il resto dei brani ruota intorno a quella morte lenta che è il desiderio nel XXI secolo. La copertina, con quella beffarda parodia dell’amore commerciale, lo rende chiaro: questo non è un disco, è uno specchio infranto. E per coronare il tutto, invitò Andrés Calamaro sotto lo pseudonimo di 'el Inefable Señor Gama Alta' in Veneno paciente, come se il rock argentino avesse bisogno di un altro cenno d’intesa per diventare leggendario.

1 Album
12 Canzoni
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1 album · 2013

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Biografia

Gli spettacoli di Porco Rex nel 2008 furono un’altra cosa: massicci, caotici, con oltre 60.000 persone all’Hipódromo de Tandil che ballavano al ritmo di El Salmón — quella cover di Calamaro trasformata da Solari in un inno involontario. Ma il culmine arrivò a San Luis, dove lo stadio Juan Gilberto Funes si riempì di 40.000 anime che scandivano ogni parola come fosse una preghiera. Il tour si concluse allo Estadio Único de La Plata, con Calamaro che saliva sul palco per cantare tre brani, come se passato e presente si stringessero la mano in un unico atto. Non erano concerti: erano rituali.

Nel 2010, El perfume de la tempestad — con Solari firmato come 'Caballo Loco' — arrivò per confermare che l’Indio non solo era ancora in piedi, ma saliva di livello. Il disco fu presentato alla radio Rock & Pop con Mario Pergolini, come se il rock argentino avesse bisogno di un altro altoparlante per gridare il suo nome. Ma il vero colpo di scena fu lo show a Mendoza, nel 2011: 150.000 persone allo stadio Padre Ernesto Martearena, record di presenze a pagamento nel rock argentino. Non era un concerto: era un’invasione pacifica, dove la musica diventava territorio e il pubblico, il suo esercito. Solari non era più un artista: era un fenomeno.

Dati

Paese
🇦🇷 Argentina

Membri

chitarra · actual
Baltasar Comotto
choir vocals, fondatore · actual
Deborah Dixon
choir vocals · actual
Luciana Palacios
tromba · actual
Miguel Ángel Tallarita
sassofono · actual
Sergio Colombo
other vocals · 2004–presente
Pablo Sbaraglia
chitarra elettrica · 2005–presente
Gaspar Benegas
bass · 2016–presente
Fernando Nalé
batteria · 2007–2018
Martín Carrizo
voce, fondatore
Indio Solari

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