Inizio · Artisti · Bersuit Vergarabat

🇦🇷 Argentina · 1987–presente

Bersuit Vergarabat

Bersuit Vergarabat non suona come qualsiasi altra band di rock. Fin dai primi accordi, mescolano chitarre elettriche con ritmi che sembrano presi da una murga di strada o da un tango da angolo, senza però perdere la forza del rock. C’è qualcosa nel loro suono che sfida le etichette: il charango si fonde con il basso distorto, la batteria marca tempi che non sempre sono quelli che ci si aspetta, e le voci — a volte cori che sembrano grida di protesta, altre melodie che si intrecciano nel folklore — fanno sì che ogni canzone abbia un peso diverso. Non è un caso che si presentino nei concerti in pigiama: è un modo di vestire che, più che un travestimento, è un omaggio a ciò che li ha sempre ispirati: i margini, chi non si adatta, chi il sistema preferisce ignorare. L’ospedale Borda non è solo un nome nei loro testi, ma una presenza costante nel loro modo di intendere la musica come qualcosa di vivo, scomodo e necessario.

Alla fine degli anni ’90, quando il rock argentino aveva già i suoi eroi e le sue formule, loro arrivarono con testi che non chiedevano permesso. Brani come Sr. Cobranza o La argentinidad al palo non parlavano d’amore né di disamore: parlavano di debiti che soffocano, di politici che si ripetono, di una società che si guarda allo specchio e non si riconosce. Non fu facile: le emittenti televisive li multavano per trasmettere i loro videoclip, e alcuni pezzi non passavano nemmeno in radio. Ma ecco il paradosso: più venivano censurati, più la gente li seguiva. Non era solo musica, era un grido che molti sentivano come proprio. E sebbene il menemismo non fosse più al potere quando registrarono Hijos del culo, l’eco di quelle critiche continuava a risuonare.

1980s
2 Album
33 Canzoni
254K Ascoltatori/mese

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2 album · 1999 — 2000

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Biografia

Ciò che sorprende di più quando si ascoltano le loro canzoni è come riescano a far camminare insieme il politico e il festoso. Espíritu de esta selva sembra un rituale in mezzo alla città, con i suoi cori che si moltiplicano e il ritmo che non si lascia afferrare. Negra murguera, invece, è pura energia di strada, come se la murga e il rock si fossero dati la mano in un bar di Barracas. Ma dove meglio si nota il loro DNA è in La bolsa: una canzone che inizia dolce, quasi come un valzer, e finisce trasformata in un inno di resistenza. Non è un caso che abbiano registrato dal vivo all’Hospital Borda nel 2009, proprio quando la band entrò in pausa. Fu come chiudere un ciclo: la musica come terapia, come denuncia, come festa. Quando tornarono nel 2011 senza Gustavo Cordera, molti temettero che avrebbero perso la loro essenza. Ma ecco Germán "Cóndor" Sbarbati, prendere il microfono, e la band dimostrare che il loro suono non dipendeva da una sola voce. Nel 2016, con l’uscita di Oscar Righi, divenne chiaro che Bersuit Vergarabat non era un gruppo, ma un’idea che continuava a vivere. E questo, nel rock argentino, non è poco.

Dati

Nascita
1 gen 1987
Paese
🇦🇷 Argentina

Membri

· actual
Alberto Verenzuela
additional, cori · actual
Daniel Suárez
cori, tastiera · actual
Juan Subirá
batteria, fondatore · 1988–presente
Carlos Martín
cori · 1989–presente
Pepe Céspedes
cori · 1997–presente
Cóndor Sbarbati
chitarra · 2011–presente
Juan Bruno
chitarra · 1990–2016
Oscar Righi
voce · 1987–2009
Gustavo Cordera
choir vocals · 1996–1999
Limón García
cori · ¿?–1995
Rubén Sadrinas

Etichette discografiche

Universal Music Surco

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