La storia dietro
Quando ti immergi in *Toco y me voy* dei Bersuit Vergarabat, ti imbatti in un'ode al calcio che va oltre una semplice partita. È una celebrazione della passione che questo sport risveglia, presentandolo non solo come un gioco, ma come uno stile di vita. Il testo, scritto dal tastierista Juan Subirá, sottolinea la "bellezza" del calcio e chiede di immortalarlo. Il protagonista narra come ogni sogno possa realizzarsi con impegno, e che, indipendentemente dagli ostacoli, continuerà ad andare avanti finché non lo raggiungerà. Un dettaglio interessante è che la canzone sottolinea l'irrilevanza del colore della maglia, concentrandosi su ciò che è veramente importante. Il titolo stesso, "Toco y me voy", deriva dalla frase resa popolare dal calciatore argentino Luis Pentrelli, che la usava per descrivere la sua preferenza per uno stile di gioco rapido e collettivo, evitando l'eccessivo possesso palla.
La musica di *Toco y me voy* è opera del bassista Pepe Céspedes. Questa canzone, che fa parte dell'album *Hijos del culo*, è stata pubblicata nell'anno 2000. La band Bersuit Vergarabat si è distinta alla fine degli anni novanta per aver fuso il rock con ritmi latinoamericani come la cumbia, il tango, la murga e il candombe, accompagnati da testi con forti critiche sociali e politiche. La canzone è dedicata all'ex calciatore Ricardo Bochini, amico del cantante Gustavo Cordera. Più recentemente, nel 2023, il cantante Luck Ra e il gruppo La T y la M hanno pubblicato una versione cumbia di *Toco y me voy*, con la partecipazione dei Bersuit Vergarabat, poco prima dell'anniversario della terza Coppa del Mondo di Calcio dell'Argentina nel 2022.