Inizio · Canzoni · Indio Solari y Los Fundamentalistas del Aire Acondicionado · La pajarita pechiblanca
La storia dietro
La pajarita pechiblanca, secondo DoReSol
Il passero pettorale suona come una cerniera che si allunga senza fretta, come se l’aria si addensasse tra le battute. Non è un brano che colpisce all’istante, ma si insinua attraverso le crepe: il basso disegna linee che sembrano tracciare ali, mentre la batteria marca un ritmo che non si allinea del tutto a ciò che ci si aspetta. C’è qualcosa in questa asimmetria che fa muovere il corpo senza rendersene conto, come se il ritmo nascondesse un segreto svelato solo dopo più ascolti.Il brano nacque in un periodo in cui Indio Solari e la sua band, Los Fundamentalistas del Aire Acondicionado, cercavano qualcosa di diverso da ciò che avevano fatto fino ad allora.
Registrato nel 2014 per l’album Pajaritos, bravos muchachitos, chiuse il disco con un omaggio inaspettato: Semilla Bucciarelli, Sergio Dawi e Walter Sidotti, vecchi compagni di Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota, si unirono per dare forma a quello scherzo che Solari stesso firmò come El Fisgón Ciego nei crediti. Non fu un semplice riavvicinamento: non condividevano uno studio da anni, e quell’ultimo brano dell’album finì per essere uno dei più ricordati. Il tema arrivò persino alla nomination dei Premi Gardel nella categoria miglior album rock, e la sua prima esibizione dal vivo fu all’Ippodromo, come se il palco stesso dovesse essere maestoso per contenere ciò che sarebbe venuto.
Dall'album
Pajaritos, bravos muchachitos
Indio Solari y Los Fundamentalistas del Aire Acondicionado · 2013 · Track 12
Dati