Inizio · Canzoni · Indio Solari y Los Fundamentalistas del Aire Acondicionado · Cada pequeña muerte
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Dall'album
Pajaritos, bravos muchachitos
Indio Solari y Los Fundamentalistas del Aire Acondicionado · 2013 · Track 8
Dati
La storia dietro
Questa canzone sembra un sussurro che diventa grido in un solo respiro. Il basso traccia una linea che si avvolge su sé stessa, quasi come se camminasse in circoli prima di decollare. La batteria segna il passo con una cadenza che non è né dritta né prevedibile, ma non si perde mai: è come se ogni colpo fosse una domanda che si risponde da sola. La voce di Indio Solari fluttua su questa trama, senza forzare, come se stesse raccontando qualcosa che l’ascoltatore capirà già senza bisogno di spiegazioni. Non è una canzone che si ascolta tutta in una volta: bisogna lasciarla entrare, lasciar che il loop di sette tempi (o quel che sia quel cambio di metro che non si definisce mai del tutto) ti porti altrove senza preavviso.
La registrarono nel 2014, in un momento in cui Solari portava già da anni a esplorare suoni che non rientravano in ciò che ci si aspettava da lui. L’album Pajaritos, bravos muchachitos —dove compare questo brano— include tre ex componenti dei Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota: Semilla Bucciarelli, Sergio Dawi e Walter Sidotti, musicisti che tornarono a suonare insieme dopo decenni. Solari appare nei crediti come «El Fisgón Ciego», un omaggio che già dice molto del suo modo di lavorare: niente nomi altisonanti, solo ciò che serve. La canzone dura 3:16, tempo sufficiente perché il groove si installi e non ti lasci più fino alla fine, come se sapesse che non c’è fretta. Fu una delle candidate a Miglior album artista rock ai Premi Gardel di quell’anno, ma il disco aveva già fatto il suo lavoro: non cercava premi, solo un suono che suonasse vero, anche se nessuno sapeva bene come definirlo.