Inizio · Album · Bob Marley & The Wailers · Burnin’

Burnin’ 1973
Album · di Bob Marley & The Wailers ↗ Vai all'artista

Burnin’

Bob Marley & The Wailers registrarono Burnin’ nel 1973, proprio mentre il reggae iniziava a varcare i confini. Questo disco non suona come i precedenti: la produzione della Island Records gli diede una lucentezza più rifinita, senza però perdere quell’energia grezza che veniva dagli studi di Lee "Scratch" Perry o dai giorni a Trenchtown. La band aveva già lavorato con produttori chiave come Leslie Kong, ma qui il suono appare più legato al Roots Rock Reggae che avrebbe definito la loro fase più politica. Non è un album di transizione: è quello che segna il salto di The Wailers verso qualcosa di più grande, con testi che vanno dalla chiamata all’azione al lamento sociale.

Anno
1973
Canzoni
10
Durata
76 min 59 seg

Sull'album

Burnin’, secondo DoReSol

Ci sono tre canzoni che riassumono perché questo disco è diverso. Get Up Stand Up suona come un pugno: il testo non chiede permesso, esige. I Shot the Sheriff divenne un successo inaspettato anni dopo grazie a Eric Clapton, ma qui già splendeva come un inno di resistenza. E No Woman, No Cry —anche se il titolo originale dice No Cry— è puro calore dal vivo, registrato al Lyceum Ballroom di Londra senza sovraincisioni. La versione che tutti conoscono uscì come singolo nel 1975, ma l’essenza è in questo disco: Marley che canta sulla fame e la speranza con una chitarra che sembra respirare.

L’album uscì nell’ottobre del 1973 e, sebbene non abbia mai raggiunto il numero uno in nessun paese, la sua influenza fu lenta ma definitiva. The Wailers non erano più solo una band della Giamaica: erano la voce di una generazione. Peter Tosh e Bunny Wailer lasciarono il gruppo l’anno successivo, ma Burnin’ rimase come prova che quel trio di Trenchtown aveva trovato un suono che il mondo aveva bisogno di ascoltare.

Discografia

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