Inizio · Artisti · Paul Young

Luton, Regno Unito · 1978–presente

Paul Young

Il suono di Paul Young si ancora in quel caldo mix tra soul classico e pop degli anni ottanta, dove la sua voce —morbida ma corposa— scivola su arrangiamenti che mescolano chitarre pulite con sezioni di fiati. Non è il tipico cantante pop inglese impeccabile, ma qualcuno che trascina il peso della tradizione afroamericana in ogni frase, come se il blue-eyed soul lo avesse scelto per trasmetterlo senza filtri. Il suo stile non cerca di imitare i grandi del genere, ma prende in prestito melodie altrui e le fa proprie, come se le avesse scritte da sempre. Questo spiega perché canzoni come Wherever I Lay My Hat o Come Back and Stay suonino così naturali nella sua voce: non le canta, le abita.

Il salto di Paul Young alla scena solista non fu una passeggiata. Dopo essere passato per band effimere come i Q-Tips —dove suonò con Dave Lathwell e Baz Watts—, dove l'energia dal vivo era l'unica cosa che spiccava, il successo gli arrivò quando meno se lo aspettava. Il suo primo album da solista, No Parlez, tardò a decollare: i primi due singoli fallirono, e persino il terzo, una cover di Marvin Gaye, sembrava condannato all'oblio. Ma quando Wherever I Lay My Hat si piazzò al numero uno del Regno Unito per tre settimane nel 1983, fu chiaro che la sua voce aveva qualcosa di cui le radio avevano bisogno.

1 Album
12 Canzoni

Le più ascoltate su DoReSol

Canzoni essenziali

Vedi tutt|a|e 12 →

1 album · 1985

Discografia completa

Condividono scena, decennio e ossessioni

Artisti correlati

Dati, premi, membri e altro

Altro su Paul Young

Biografia

Quello stesso anno segnò l'inizio di una striscia inarrestabile nelle classifiche britanniche, ma la vera svolta arrivò nel 1985 con Every Time You Go Away, una canzone di Daryl Hall che Young trasformò in un inno globale. Il brano non solo raggiunse il primo posto negli Stati Uniti, ma divenne il suo biglietto da visita all'estero, aprendo porte in Giappone e Australia. Tuttavia, il prezzo di quel successo fu alto: il tour promozionale in America lasciò il segno sulle sue corde vocali, lasciandolo senza voce per mesi. Ciononostante, riuscì a recuperare in tempo per cantare in Do They Know It’s Christmas? insieme ai Band Aid e registrare The Secret of Association, un disco che consolidò il suo nome fuori dall'Europa.

Oltre ai numeri, Paul Young ebbe momenti che trascendettero le classifiche. Nel 1988, la sua interpretazione di Don’t Dream It’s Over al Nelson Mandela 70th Birthday Tribute mostrò un'altra sfaccettatura della sua voce, più intima ed emotiva. E nel 1992, salire sul palco con i Queen per cantare Radio Ga Ga al tributo a Freddie Mercury fu un gesto che lo collocò in una posizione diversa rispetto agli idoli pop della sua generazione. Anche quando la sua carriera prese svolte inaspettate —come formare i Los Pacaminos negli anni '90 per esplorare il tex-mex o collaborare con Zucchero in Senza una donna—, lasciò sempre intendere che la sua maggiore virtù non era la reinvenzione, ma la capacità di far suonare qualsiasi canzone come se fosse sempre stata sua.

Dati

Nascita
17 gen 1956
Paese
🇬🇧 Regno Unito
Genere
Pop

Etichette discografiche

Columbia Records MCA Records Spectra Records

Tutto il catalogo su DoReSol

Tutte le canzoni