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La storia dietro
Man in the Iron Mask, secondo DoReSol
Questo brano corto e incisivo, Man in the Iron Mask, è uno di quelli che ti afferrano sin dal primo accordo e non ti mollano fino alla fine. In appena tre minuti e tredici secondi, Paul Young riesce a condensare un’atmosfera oscura e appiccicosa, in cui il basso si avvolge in un groove ipnotico e la voce rauca di Young disegna una melodia che oscilla tra malinconia e sfida. Non è una canzone che invita a ballare, ma a restare immobili e ascoltare ogni dettaglio, come se il narratore stesse sussurrando un segreto.
Fa parte di The Secret of Association, il secondo album di Paul Young pubblicato nel 1985, un disco che lo consacrò nel Pop inglese degli anni '80. Registrato in Inghilterra, l’album mescolava cover di altri artisti con composizioni originali di Young e del suo tastierista Ian Kewley, ma questo brano in particolare spicca perché porta la firma di entrambi nella sua essenza. L’album non solo raggiunse la vetta delle classifiche nel Regno Unito, ma ottenne anche la certificazione di doppio platino lì e oro negli Stati Uniti, vendendo oltre un milione di copie in totale. Un aneddoto curioso è che, sebbene il successo di massa gli sia arrivato con Everytime You Go Away —una cover di Hall & Oates—, questo brano dimostra che Young e Kewley avevano un linguaggio proprio quando si trattava di canzoni originali.
Dall'album
The Secret of Association
Paul Young · 1985 · Track 12
Dati