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La storia dietro
Standing on the Edge, secondo DoReSol
Il brano Standing on the Edge di Paul Young si distingue per quel momento in cui la voce si incrina leggermente, come se l’aria si strozzasse in gola. Non è un effetto forzato, ma qualcosa che nasce dalla tensione tra melodia e testo, come se il cantante fosse sul punto di perdere l’equilibrio. Il brano non segue il ritmo quadrato tipico del pop degli anni ’80: la batteria ondeggia come se si trascinasse, e le tastiere disegnano linee melodiche che non sempre coincidono con i tempi forti. Questo gli conferisce un’aria instabile, come se la canzone stesse per disfarsi, ma proprio su quel limite — letteralmente — si regge.
Il brano apparve in The Secret of Association, il secondo album di Paul Young, registrato nel 1985 negli studi inglesi. A quel punto, l’artista aveva già sperimentato cover di altri artisti, ma qui Ian Kewley, suo tastierista e coautore, ebbe maggiore influenza sulla composizione. Anzi, cinque delle canzoni dell’album portano la sua firma accanto a quella di Young, un cambiamento rispetto al primo lavoro, No Parlez. Il brano dura 4 minuti e 33 secondi, tempo sufficiente perché la voce di Young si distenda sui arrangiamenti, come se ogni nota fosse un passo più vicino a quel “limite” citato nel titolo. L’album vendette oltre 600.000 copie solo nel Regno Unito, dove raggiunse la prima posizione, e mezzo milione negli Stati Uniti, dove arrivò alla Top 20.
Dall'album
The Secret of Association
Paul Young · 1985 · Track 4
Dati