La storia dietro
Tomb of Memories, secondo DoReSol
Questa versione di Tomb of Memories non è solo un altro brano nell’album The Secret of Association, ma quel momento in cui il suono di Paul Young diventa più intimo e malinconico. Non è il pop luminoso di Everytime You Go Away né il rock diretto di I'm Gonna Tear Your Playhouse Down, ma qualcosa che respira tra il blue-eyed soul e la ballata acustica. La produzione, più contenuta rispetto ai suoi successi precedenti, lascia spazio affinché la voce di Young — quella che aveva già dimostrato la capacità di trasmettere emozioni nei registri gravi — scivoli con una dolcezza che contrasta con l’intensità dei brani che la circondano nell’album. La durata di 3:53 è perfetta: abbastanza lunga perché il brano si sviluppi senza fretta, ma senza inutili riempitivi.
L’album The Secret of Association, pubblicato nel 1985, raggiunse la prima posizione nelle classifiche britanniche e si posizionò tra i primi venti negli Stati Uniti, ma non solo grazie ai successi che già conosciamo. Tomb of Memories fa parte di quel gruppo di canzoni scritte a quattro mani con Ian Kewley, il suo tastierista storico, e in questo album hanno guadagnato maggiore rilievo. Non è un brano che sembra casuale: c’è perché il duo Young-Kewley cercava di bilanciare le proprie cover con materiale originale, e questo si sente come una risposta organica a ciò che stavano esplorando. La certificazione di doppio platino nel Regno Unito e oro negli Stati Uniti non è arrivata solo grazie ai pezzi più commerciali, ma perché l’album nel suo complesso è riuscito a connettere con un pubblico che cercava qualcosa di più di un ritmo orecchiabile. Anni dopo, quando Young aveva già esplorato altri stili, questo brano è rimasto un ponte tra la sua fase più commerciale e quel lato più riflessivo che lo ha sempre contraddistinto.
Dall'album
The Secret of Association
Paul Young · 1985 · Track 7
Dati
Crediti
Musica Paul Young, Ian Kewley, Oscar Blandamer, Steve Farr, Tony Hughes, Mick Pearl, Garth Watt-Roy, Barry Watts