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Buenos Aires, Argentina · 1985-2002, 2006, 2008-act.

Los Fabulosos Cadillacs

Los Fabulosos Cadillacs non suonano come qualsiasi altra band ska. La loro musica è un turbine di ritmi che si intrecciano: lo ska si fonde con reggae, salsa e persino tango, mentre i testi oscillano dall’umorismo nero alla poesia di strada. Non è un collage forzato, ma un suono organico che è cresciuto a Buenos Aires, dove hanno iniziato come un gruppo di amici che volevano solo suonare senza pensare a regole. Le loro influenze — The Specials, Madness o persino Mano Negra — si sentono nel loro DNA, ma loro le deformano fino a renderle proprie, come se fossero nati in una officina meccanica piuttosto che in un conservatorio.

Il salto dall’underground a qualcosa di più grande arrivò con Bares y fondas (1986), il loro primo disco registrato nello studio Moebio con Daniel Melingo alla regia. Le prove avvenivano in luoghi improvvisati: la discoteca Gaz a Olivos o persino davanti allo stadio del River Plate, dove il manager della band, DJ, gli apriva le porte. La stampa dell’epoca li accolse con scetticismo — “inesperti”, “poco professionali” — ma brani come “Basta de llamarme así” o “Yo quiero morirme acá” si insinuarono nelle radio e nella mente di chi cercava qualcosa di diverso. Quel disco li portò al Teatro Astros, dove il pubblico non era più solo un gruppetto di curiosi, ma una folla che intonava testi che nessun altro osava cantare.

1 Album
15 Canzoni
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1 album · 1992

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Biografia

Tra i loro lavori più ambiziosi c’è Fabulosos Calavera (1997), un album che sa di pura sperimentazione. Ispirato ai testi di Ernesto Sabato, il disco oscilla tra il tenebroso e il festoso, con passaggi che sembrano rituali e altri che ricordano una festa di strada. La band lo portò in scena con il Calavera Experimental Concherto, una serie di spettacoli in cui musica e teatro si confondevano. Ma se c’è un disco che li portò oltre i confini fu Rey azúcar (1995), dove salsa e ska si abbracciano con testi che parlano di ingiustizie e sogni infranti, avvolti in melodie che ballano senza chiedere permesso. A quel punto, erano già una band che non solo suonava forte, ma anche pensava in grande.

Il riconoscimento più tangibile arrivò nel 1998, quando vinsero un Grammy come miglior album latino per Fabulosos Calavera. Non fu un premio isolato: prima, il videoclip di “Matador” aveva vinto il primo premio Video della gente a MTV Latinoamérica (1994), e anni dopo “La vida” avrebbe ripetuto l’impresa. Ma loro non si sono mai fermati. Nel 2008, la morte di Toto Rotblat — loro percussionista dal 1990 — li scosse, ma tornarono con il Satánico Pop Tour, un tour che li portò in America Latina e negli Stati Uniti con La luz del ritmo. Oggi, con oltre tre decenni di carriera, restano quella band che mescola il grezzo con il sofisticato, il locale con l’universale, senza mai perdere quella scintilla che li ha resi unici fin dalla prima nota.

Dati

Nascita
19 gen 1985
Paese
🇦🇷 Argentina
Genere
Ska

Premi e riconoscimenti

  • Grammy
  • Latin Grammy

Membri

tromba · actual
Daniel Lozano
· actual
Fernando Ricciardi
fondatore · actual
Mario Siperman
fondatore · actual
Sr. Flavio
fondatore · actual
Vicentico
· 1996–presente
Ariel Minimal
sassofono, fondatore · 2008–presente
Sergio Rotman
· 2016–presente
FLORIAN
· 1991–2008
Gerardo Rotblat
· 1991–2002
Fernando Albareda
fondatore · ¿?–1990
Luciano Jr.
tenor saxophone · ¿?–1991
Naco Goldfinger
fondatore · ¿?–1996
Aníbal Rigozzi
sassofono, fondatore · ¿?–1997
Sergio Rotman

Etichette discografiche

Sony Music Columbia Records

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