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La storia dietro
Manuel Santillán, el león (tumbao), secondo DoReSol
Manuel Santillán, el León (tumbao) non è solo un altro brano nel repertorio dei Los Fabulosos Cadillacs: è quel momento in cui ska, reggae e salsa si fondono senza preavviso, lasciandosi alle spalle qualsiasi etichetta. Il brano procede con un tumbao che pulsa come un cuore estraneo al tempo, trascinando l’ascoltatore in un ritmo che non chiede permesso per essere ballato. Non c’è spazio per respirare: il basso e la percussione si intrecciano in un gioco di contrattempi che costringe i piedi a muoversi, mentre la tromba taglia l’aria con frasi brevi e pungenti. È musica che non si ascolta, si sente nelle ossa.Registrato a Buenos Aires nel 1992, El León—l’album che lo contiene—è nato come un esperimento: mescolare ciò che la band già padroneggiava (ska e rock) con suoni che, all’epoca, sembravano estranei al rock latino.
I Los Fabulosos Cadillacs non volevano ripetere formule, ma creare qualcosa che respirasse per le strade, qualcosa che potesse suonare altrettanto naturale in un bar di Buenos Aires quanto a una festa caraibica. Questo brano, pubblicato come quarto singolo dell’album, è diventato il ponte perfetto tra il locale e l’universale: la sua energia contagiosa lo ha portato a risuonare senza sosta nelle radio e nelle piste da ballo, e ancora oggi, a oltre tre decenni di distanza, rimane quel pezzo che tutti fischiettano senza rendersene conto.
Dall'album
El león
Los Fabulosos Cadillacs · 1992 · Track 14
Dati
Crediti
Testo Sr. Flavio
Musica Sr. Flavio