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Buenos Aires, Argentina · 1973 — presente

Invisible

Invisible non suona come il resto del rock argentino degli anni '70. Non ci sono distorsioni pesanti né urla sul palco, ma solo un trio che si muove tra jazz, rock progressivo e testi che sembrano disegni. Spinetta, Pomo e Machi Rufino hanno creato qualcosa di diverso: canzoni in cui la chitarra di Spinetta si intreccia con il basso di Machi e la batteria di Pomo, che colpisce senza mai perdere il ritmo. La voce di Spinetta, pulita e calda, dona ai brani un’aria quasi intima, qualcosa che, nelle mani di altri, potrebbe risultare epico. Il risultato è un suono che evita i cliché del momento — senza pedali, senza stridii — e si concentra sull’essenziale: melodie che respirano e testi che raccontano storie senza scadere nel banale.

Il loro primo album, Invisible, uscì nel 1974 e già mostrava quella ricerca. Registrato dopo l’esplosione di Pescado Rabioso, il trio provò in una villa di campagna e debuttò al Teatro Astral con un ciclo che li mise sotto i riflettori. Il singolo Estado de coma — con "Elementales leches" e il brano che dà il titolo — fu la loro carta da visita: una piece sperimentale che, anni dopo, la dittatura avrebbe vietato per motivi che oggi suonano assurdi. Ma all’epoca, il gruppo si era già distanziato dal rock pesante che dominava la scena, persino da quello dei loro ex compagni dei Pappo's Blues, dove Spinetta e Pomo avevano suonato prima. Il rapporto tra Spinetta e Pappo, che era stato stretto — al punto che Spinetta gli regalò una chitarra — finì in una rottura amara, e questo contrasto si nota nel suono di Invisible: meno furia, più precisione.

1 Album
8 Canzoni
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Canzoni essenziali

1 album · 1976

Discografia completa

Condividono scena, decennio e ossessioni

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Con Durazno sangrando (1975), il gruppo approfondì l’aspetto concettuale. I brani si allungarono, le chitarre esplorarono nuove textures e Spinetta lasciò che il suo strumento parlasse da solo. Canzoni come quella che dà il titolo al disco o "Suspensión" divennero pezzi chiave del loro repertorio, versioni che ancora oggi vengono eseguite dal vivo. Ma fu in El jardín de los presentes (1976) che il gruppo fece una svolta inaspettata: incorporarono Tomás Gubitsch come seconda chitarra e mescolarono il rock con suoni più urbani, come in "Las golondrinas de Plaza de Mayo". Quell’album, incluso tra i 100 migliori del rock argentino da Rolling Stone, chiuse un’epoca segnata dall’esperimento e dall’unità creativa. Nonostante lo spirito collettivo iniziale — in cui tutti firmavano le canzoni e evitavano le individualità — si fosse incrinato sotto il peso del genio di Spinetta, il trio lasciò un’impronta indelebile: un suono che, decenni dopo, continua a suonare fresco.

Dati

Nascita
1 gen 1973
Paese
🇦🇷 Argentina
Genere
Rock progressivo

Membri

· actual
Héctor “Pomo” Lorenzo
· actual
Luis Alberto Spinetta
· actual
Machi Rufino