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El jardín de los presentes 1976
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El jardín de los presentes

Quando Luis Alberto Spinetta espanse Invisible a quartetto nel 1976, incorporando Tomás Gubitsch insieme a Machi Rufino e Pomo Lorenzo, il risultato fu El jardín de los presentes. Questo disco, il terzo e ultimo della band in quella formazione, segnò una svolta sonora con influenze che si avvicinavano al tango, e fu lanciato a metà di quell'anno, presentando il suo suono in un concerto di massa il 6 agosto allo Stadio Luna Park. L'opera, che include otto brani, sette cantati e uno strumentale intitolato Alarma entre los ángeles, è vista come un punto alto nella carriera di Spinetta e un pezzo chiave del rock argentino. Il titolo stesso, un'idea di Eduardo "Dylan" Martí, fotografo vicino a Spinetta, evoca un'atmosfera particolare che si riflette nelle composizioni.

Anno
1976
Canzoni
8
Durata
38 min 32 seg

8 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile
01

El anillo del Capitán Beto

in arrivo

5:12
02

Los libros de la buena memoria

in arrivo

5:14
03

Alarma entre los ángeles

in arrivo

6:37
04

Que ves el cielo

in arrivo

2:06
05

Ruido de magia

in arrivo

4:39
06

Doscientos años

in arrivo

4:12
07

Niño condenado

in arrivo

7:09
08

Las golondrinas de Plaza de Mayo

in arrivo

3:23

Sull'album

El jardín de los presentes, secondo DoReSol

Uno dei pezzi centrali dell'album è senza dubbio El anillo del Capitán Beto. Il brano inizia con un accordo di chitarra distintivo e una linea di basso che creano una tensione immediata, introducendo la storia di un autista di autobus di Buenos Aires che si trasforma in un esploratore spaziale. Il testo, ispirato da Spinetta a letture di Jean Paul Sartre, narra avventure intergalattiche ma anche sentimenti di solitudine. Questa canzone è stata riconosciuta in sondaggi, apparendo tra le migliori del rock argentino secondo Rolling Stone e rock.com.ar. Curiosamente, la figura del "Capitán Beto" generò un'associazione popolare con Norberto "Beto" Alonso, un calciatore del River Plate degli anni '70, nonostante Spinetta abbia esplicitamente negato quella connessione, sebbene il testo contenga allusioni come la menzione di un gagliardetto del club.

Un altro brano che spicca è Los libros de la buena memoria, anch'esso evidenziato tra le composizioni più significative del musicista. L'album, che nella sua edizione originale in vinile accreditava l'intera formazione, compreso Gubitsch, divenne un punto di riferimento. Nel 2009, Perdonado (niño condenado), un altro singolo del disco, fu scelto da Spinetta per essere interpretato nello storico concerto "Spinetta y las Bandas Eternas", una retrospettiva di tutta la sua carriera.