Inizio · Artisti · Bill Evans Trio

🇺🇸 Stati Uniti · 1950 · s–1980

Bill Evans Trio

Bill Evans non suonava il pianoforte come gli altri. Il suo suono era immediatamente riconoscibile: melodie che fluttuavano su accordi costruiti con un’armonia quasi pittorica, dove ogni nota sembrava respirare da sola. Non seguiva il ritmo con la mano sinistra come un metronomo, ma lo lasciava fluire, come se il tempo si allungasse per accogliere le sue frasi. Quell’indipendenza ritmica, unita ai suoi *voicings* — accordi che risuonavano come strati di pittura — cambiò ciò che un pianista jazz poteva fare. Più di quarant’anni dopo la sua morte, il suo modo di suonare rimane un faro per chi cerca di capire come il jazz si costruisca dall’interno.Il suo momento più radicale arrivò quando formò il suo primo trio con il contrabbassista Scott LaFaro e il batterista Paul Motian.

Tra il 1959 e il 1961 registrarono quattro dischi che ridefinirono cosa potesse essere un trio jazz. In Portrait in Jazz e Explorations mostrarono come tre strumenti potessero dialogare senza gerarchie, dove il basso non solo segnava il tempo, ma improvvisava alla pari. Ma fu al Village Vanguard, quel piccolo locale di New York, che tutto divenne elettrico. Le registrazioni dal vivo di Sunday at the Village Vanguard e Waltz for Debby catturano quella magia: il basso di LaFaro si intrecciava con le linee di Evans come fossero una sola voce, e Motian intesseva ritmi che sembravano fluttuare. Dieci giorni dopo quelle sessioni, LaFaro morì in un incidente automobilistico.

1 Album
6 Canzoni

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Canzoni essenziali

1 album · 1961

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Evans sprofondò nel silenzio per mesi.Quando tornò, il trio non era più lo stesso. Con il tempo, sperimentò diverse formazioni: dal contrabbassista Chuck Israels al bassista Eddie Gómez, con cui lavorò per undici anni. Nel 1963 registrò Conversations with Myself, un disco solista in cui sovrappose tre tracce di piano per creare un dialogo interiore. Più tardi, negli anni ’70, collaborò con Tony Bennett in due album che dimostrarono come il jazz potesse dialogare con il canto senza perdere la sua essenza. Nonostante la sua vita personale fosse segnata dalla tragedia — la morte del fratello, l’alcolismo e la perdita di LaFaro — la sua musica non smise mai di cercare quella purezza in cui suono e silenzio si bilanciavano.

Morì nel 1980, ma il suo lascito vive ogni volta che qualcuno si siede al piano e lascia che le note respirino.

Dati

Nacimiento
1 ene 1959
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
Jazz

Premi e riconoscimenti

  • Grammy alla carriera

Membri

batteria · actual
Philly Joe Jones
eponymous, pianoforte, fondatore · 1959–1980
Bill Evans
contrabbasso · 1966–1977
Eddie Gomez
batteria · 1968–1975
Marty Morell
batteria · 1959–1964
Paul Motian
contrabbasso · 1961–1966
Chuck Israels
contrabbasso · 1959–1961
Scott LaFaro
batteria · 1963–1965
Larry Bunker
contrabbasso · 1978–1980
Marc Johnson
batteria · 1979–1980
Joe LaBarbera
batteria · 1966–¿?
Alex Riel

Etichette discografiche

Riverside Records Riverside Verve Records Verve Fantasy Records Fantasy