La storia dietro
All of You, secondo DoReSol
All of You suona come un istante sospeso nel tempo. La versione del Bill Evans Trio in Sunday at the Village Vanguard cattura qualcosa che raramente si ripete nel jazz: la sensazione che ogni nota sia viva, respiri insieme al pubblico. Non ci sono correzioni né sovraincisioni; ciò che ascolti è il risultato di cinque set nello stesso giorno, in cui il trio — Bill Evans, Scott LaFaro e Paul Motian — scorre come se il tempo non esistesse. La magia sta nel modo in cui il piano di Evans dialoga con il contrabbasso di LaFaro, che sembra staccarsi dal suo strumento per volare insieme alle spazzole di Motian. Il risultato è un brano che non si suona, si abita.
La registrazione del 25 giugno 1961 al Village Vanguard di New York City fu un giorno come un altro nella vita del trio, ma finì per diventare storica. La casa discografica Riverside si aspettava solo un album da quella sessione, ma un incidente automobilistico che costò la vita a LaFaro undici giorni dopo cambiò tutto. Ciò che era iniziato come materiale per un disco divenne un documento unico: l'ultima registrazione dal vivo di una formazione che, in soli due anni, aveva ridefinito il linguaggio del jazz moderno. All of You dura 8:16, ma in quei minuti non c'è spreco. Ogni accordo, ogni cambiamento di dinamica, sembra pensato perché l'ascoltatore senta di essere lì, sul palco, a respirare la stessa aria di loro.
Dall'album
Sunday at the Village Vanguard
Bill Evans Trio · 1961 · Track 5
Dati