10 canzoni
Inizio · Album · Antonio Carlos Jobim · Wave
1967
Sull'album
Wave, secondo DoReSol
Due brani si contendono il protagonismo: Wave e Triste. Il primo, che dà il nome al disco, divenne uno standard immediato secondo Richard S. Ginell nella sua recensione del 2014 per AllMusic, mentre Triste brilla per la sua malinconia contenuta. Chris May, su All About Jazz, ha sottolineato come gli arrangiamenti di Ogerman, pur semplici, evocano un tempo e un luogo con un’eleganza che trascende il genere. La copertina, una foto solarizzata di una giraffa nel Parco Nazionale di Amboseli scattata da Pete Turner nel 1964, rafforza questa sensazione di fusione: l’animale africano su uno sfondo che evoca spiagge brasiliane, come se il disco stesso fosse un viaggio senza confini.
Oltre al suo impatto iniziale, Wave ha lasciato un segno. Nel 2007, Rolling Stone Brasil lo ha incluso nella sua lista dei 100 migliori dischi della musica brasiliana, e la rivista Guitar Player lo ha riconosciuto tra i 40 migliori album di chitarra del 1967. Con soli 31 minuti e 45 secondi, Ginell ha riassunto il sentimento generale: "Magari il disco fosse più lungo". La brevità non gli toglie merito; al contrario, ogni brano suona fresco, come se il tempo non fosse passato. E sebbene alcuni critici, come May, sostengano che la sua autenticità come jazz sia discutibile, proprio questa mescolanza di generi lo rende unico: un disco che suona come bossa nova con l’anima del jazz, e viceversa.
Discografia