Inizio · Album · Antonio Carlos Jobim · Wave

Wave 1967
Album · di Antonio Carlos Jobim ↗ Vai all'artista

Wave

Nel 1967, Antônio Carlos Jobim portò la sua bossa nova in uno studio a Englewood Cliffs, New Jersey, dove registrò Wave con musicisti statunitensi sotto la direzione di Claus Ogerman. Il risultato fu un disco che, sebbene non raggiungesse le prime posizioni della Billboard 200 (arrivò al 114º posto), entrò nella top 5 degli Jazz Albums, consolidando il suo sound come ponte tra il jazz e la musica brasiliana. Venne registrato in tre sessioni: dal 22 al 24 maggio e il 15 giugno, con Creed Taylor come produttore nello Van Gelder Studio. L’album si distingue per la sua fusione tra bossa nova e jazz, dove le corde di Ogerman e gli arrangiamenti di tromboni e flauti gli conferiscono un’aria sofisticata ma accessibile.

Anno
1967
Canzoni
10
Durata
31 min 42 seg

Sull'album

Wave, secondo DoReSol

Due brani si contendono il protagonismo: Wave e Triste. Il primo, che dà il nome al disco, divenne uno standard immediato secondo Richard S. Ginell nella sua recensione del 2014 per AllMusic, mentre Triste brilla per la sua malinconia contenuta. Chris May, su All About Jazz, ha sottolineato come gli arrangiamenti di Ogerman, pur semplici, evocano un tempo e un luogo con un’eleganza che trascende il genere. La copertina, una foto solarizzata di una giraffa nel Parco Nazionale di Amboseli scattata da Pete Turner nel 1964, rafforza questa sensazione di fusione: l’animale africano su uno sfondo che evoca spiagge brasiliane, come se il disco stesso fosse un viaggio senza confini.

Oltre al suo impatto iniziale, Wave ha lasciato un segno. Nel 2007, Rolling Stone Brasil lo ha incluso nella sua lista dei 100 migliori dischi della musica brasiliana, e la rivista Guitar Player lo ha riconosciuto tra i 40 migliori album di chitarra del 1967. Con soli 31 minuti e 45 secondi, Ginell ha riassunto il sentimento generale: "Magari il disco fosse più lungo". La brevità non gli toglie merito; al contrario, ogni brano suona fresco, come se il tempo non fosse passato. E sebbene alcuni critici, come May, sostengano che la sua autenticità come jazz sia discutibile, proprio questa mescolanza di generi lo rende unico: un disco che suona come bossa nova con l’anima del jazz, e viceversa.

Discografia

Altri di Antonio Carlos Jobim

Vedi tutto →