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La storia dietro
Batidinha, secondo DoReSol
Questa canzone breve ma orecchiabile, Batidinha, si insinua tra le undici tracce di Wave come un sussurro che cresce senza preavviso. Registrata in tre giorni con musicisti jazz statunitensi e una sezione d'archi che fatica a emergere, il brano procede in 4/4 ma con un dettaglio che lo rende speciale: il piano di Jobim gioca con note che scivolano tra samba e cool jazz, come se ogni accordo avesse un'eco soffice ma insistente. Non è un brano che attira l'attenzione all'inizio, ma dopo averlo ascoltato due volte, già gira nella testa.
L'album Wave fu completato nel 1967 a New York, prodotto da Creed Taylor e con gli arrangiamenti di Claus Ogerman —un dettaglio chiave, poiché il suo lavoro conferì alle canzoni quell'aria di freschezza controllata che le fece spiccare nelle classifiche jazz. La registrazione fu affidata a Rudy van Gelder, ingegnere del suono già noto per catturare la brillantezza degli strumenti senza forzare il volume. Sulla copertina, la foto di una giraffa nel Parco Nazionale di Amboseli —scattata da Pete Turner nel 1964— riflette il contrasto tra il selvatico e il raffinato presente nel disco: qualcosa di organico che, alla fine, finì per suonare come prodotto in studio.
Dall'album
Wave
Antonio Carlos Jobim · 1967 · Track 4
Dati