9 canzoni
Inizio · Album · Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota · Oktubre
1986
Sull'album
Oktubre, secondo DoReSol
Il disco parte con strutture semplici che si scompongono in assoli di chitarra e sassofono, come se ogni brano avesse due facce: una che trascina e un'altra che esplode. Fuegos de octubre e Motor psico sono due esempi chiari: iniziano con riff ripetuti e voci sussurrate, ma nel mezzo si aprono in improvvisazioni dove il sassofono di Gonzo Palacios e le chitarre di Skay si contendono il protagonismo. Divina TV Führer, invece, è un rockabilly accelerato che usa l'umorismo nero per parlare di propaganda e masse, mentre Ya nadie va a escuchar tu remera —con i suoi fiati e ritmi sincopati— sembra uno ska punk camuffato da canzone da bar. La critica dell'epoca sottolineò quel clima tenebroso che Melero riuscì a ottenere con le tastiere, un suono che sembrava un futuro distopico ma anche qualcosa che già si respirava per le strade dell'Argentina post-dittatura.
Nel 2007, l'edizione argentina di Rolling Stone lo posizionò quarto nella sua lista dei 100 migliori album del rock argentino, ma nel 1986 non cercavano record: Charly García e Zeta Bosio dei Soda Stereo avevano prestato loro un porta-studio per provare idee, che usarono per registrare demo prima di entrare al Panda. Il processo fu caotico: Indio cantava melodie su pattern di batteria elettronica programmati da Gonzo Palacios, e insieme affinavano i colpi finché il suono non trovava la sua dimensione. Non ci furono correzioni in studio né ritocchi eccessivi; ciò che rimase sulla cassetta fu quel caos decadente che loro stessi definirono come "un punto equidistante tra la sofisticazione pop dei Soda Stereo e il selvaggio stile dei Sumo".
Discografia