Inizio · Canzoni · Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota · Ya nadie va a escuchar tu remera

Oktubre

di Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota · Album Oktubre

Ya nadie va a escuchar tu remera

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La storia dietro

Nessuno ascolterà la tua maglietta è una di quelle canzoni che sembrano appartenere a un momento preciso: l’aria degli anni Ottanta in Argentina, quando il rock si scrollava di dosso la polvere della dittatura e cercava la sua voce. Non è solo un brano di Oktubre; è come se la band avesse trovato un riff che portava avanti da qualche prova clandestina a La Plata e lo avesse affinato finché non suonasse sia come un avvertimento che come una festa. Il basso entra con una cadenza che sembra camminare in circoli, la chitarra di Skay Beilinson disegna linee che non stanno mai ferme, e la voce di Indio Solari recita come se stesse confidando un segreto in mezzo a un tumulto. Non c’è spazio per il silenzio: tutto suona urgente, come qualcosa che va detto prima che si spenga la luce.L’album Oktubre fu registrato in tre settimane frenetiche a metà del 1986, con attrezzature prestate da uno studio di seconda categoria in Argentina e senza tempo per correggere gli errori. Quello che ne uscì non fu un disco perfetto, ma un disco vivo, con quel suono grezzo che sarebbe poi diventato il marchio della band. Nessuno ascolterà la tua maglietta dura meno di quattro minuti, ma in quel tempo ci sono strati: la distopia della Guerra Fredda che si insinuava nei testi, il caos politico del ritorno alla democrazia e quella sensazione che la musica potesse essere sia un grido che un rifugio. Non volevano suonare come nessun altro: volevano che ogni nota suonasse come una sfida. E ci sono riusciti, eccome.