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Porto Alegre, Brasile · 1985 — presente

Engenheiros do Hawaii

I Engenheiros do Hawaii nacquero come una battuta tra studenti di architettura e ingegneria a Porto Alegre, ma finirono per definire un suono che mescolava ironia, ritmi orecchiabili e testi che smontavano i luoghi comuni del rock. Il loro nome, che parodiava l’immagine epica di altre band dell’epoca, lasciava già intendere che non volevano essere presi sul serio: erano un gruppo di universitari che suonavano nei bar, con repertori che spaziavano da jingle a versioni reggae di classici brasiliani. La cosa curiosa è che quella spavalderia iniziale divenne il loro marchio di fabbrica, perché Humberto Gessinger —l’unico a non lasciare mai la band— riuscì a trasformare quell’attitudine in canzoni che sembravano sia una festa che una riflessione. Il basso di Marcelo Pitz e la batteria di Carlos Maltz completavano un trio che, nei loro primi concerti, improvvisava con ciò che avevano a portata di mano, dalle chitarre in prestito agli amplificatori a volume ridotto. La magia stava nel modo in cui quel caos iniziale si organizzava sul palco: melodie semplici ma con ganci che restavano impressi, come se ogni canzone fosse una battuta musicale che solo loro capivano fino in fondo.

Il salto dai bar al radar nazionale avvenne quasi per caso. Nel 1985, una compilation di rock gaucho li incluse senza che loro lo sapessero: un’altra band aveva rinunciato a registrare, e gli Engenheiros entrarono con due brani, tra cui Sopa de Letrinhas, che esplose nelle radio del sud. La casa discografica BMG, sorpresa dal successo inaspettato, offrì loro di registrare il primo album, Longe Demais das Capitais. L’album, prodotto da Miguel Plopscki, aveva un’aria ska che svanì presto, ma canzoni come Toda Forma de Poder —che finì in una telenovela— e Crônica diedero loro visibilità. Ciò che è interessante è che, in quel periodo, il punk e il rock brasiliano vivevano un’esplosione di nomi altisonanti —come Cavaleiros do Apocalipse o Legião Urbana—, ma loro scelsero un nome che suonava come uno scherzo, come se sapessero che la serietà non era il loro forte. Questo li salvò dal cadere nel luogo comune delle band che si credevano "salvatrici della musica".

Rock 1980s
1 Album
12 Canzoni
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1 album · 1986

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Biografia

La vera svolta arrivò nel 1987 con l’ingresso di Augusto Licks alla chitarra. Fino ad allora, la band era composta da Humberto, Carlos Maltz e Carlos Stein, ma l’uscita di Marcelo Pitz li costrinse a riorganizzarsi. Licks, che aveva conosciuto il gruppo tramite Nei Lisboa, portò un suono più anni ’70, con assoli che si intrecciavano nelle canzoni senza rubare la scena. Questa formazione —nota come GLM— divenne la più stabile e di successo, definendo lo stile che li avrebbe portati a essere il principale nome del rock nazionale. Brani come Infinita Highway, Terra de Gigantes e Somos Quem Podemos Ser mescolavano chitarre taglienti con testi che parlavano di solitudine, viaggi e quella miscela di cinismo e romanticismo che li caratterizzava. Anche quando il successo li portò a suonare su palchi più grandi, mantennero quell’essenza di band che non si prendeva troppo sul serio, ma sapeva costruire inni con basi ritmiche impeccabili. Fino al 2008, quando annunciarono una pausa indefinita, continuarono a girare, sperimentando formati —come i loro album acustici del 2004— ma sempre con la stessa premessa: musica che suona come una conversazione tra amici, anche in un’arena gremita di gente.

Dati

Nascita
11 gen 1985
Paese
🇧🇷 Brasile
Genere
Rock

Membri

chitarra · actual
Augusto Licks
batteria · actual
Carlos Maltz
chitarra, voce · 1984–presente
Humberto Gessinger

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