La storia dietro
Sopa de Letrinhas, secondo DoReSol
Il primo disco dei Engenheiros do Hawaii sembra un esperimento fallito che si è rivelato una scoperta: Sopa de Letrinhas è la canzone che meglio riassume quella tensione. Registrato in quattro settimane negli studi della RCA a São Paulo, il brano ha un che di gioco infantile —quel testo che sembra un puzzle di parole— ma anche quell’aria di ribellione adolescenziale che già preannunciava lo stile della band. La miscela di ska e reggae alla base gli conferisce un ritmo giocoso, quasi come se il basso di Humberto Gessinger e la batteria di Carlos Maltz stessero suonando mentre qualcuno fischiettava una melodia disordinata. La cosa più curiosa è che, in mezzo a quel caos controllato, il riff di chitarra di Carlos Stein si ripete come un battito, ancorando la canzone nonostante la sua apparente disinvoltura.
La canzone nacque in un momento in cui la band non aveva ancora chiaro dove stesse andando. Longe Demais das Capitais, il loro album di debutto del 1986, fu l’unico con la formazione originale —prima che Marcelo Pitz lasciasse il basso nel 1987 per essere sostituito da Augusto Licks. La casa discografica puntò forte sul disco, promuovendo Toda Forma de Poder come singolo e includendo due brani nelle colonne sonore di telenovelas. Ma Sopa de Letrinhas entrò dalla porta di servizio: con appena 3 minuti e 8 secondi, è uno di quei pezzi che non suonano come il resto dell’album, come se fosse stato registrato altrove o in un’altra epoca. Forse per questo finì per essere quello che è durato più a lungo, anche dopo che la band cambiò radicalmente il suo sound negli anni successivi.
Dall'album
Longe Demais Das Capitais
Engenheiros do Hawaii · 1986 · Track 12
Dati
Crediti
Testo Humberto Gessinger
Musica Humberto Gessinger, Marcelo Pitz