La storia dietro
Longe Demais Das Capitais, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Longe Demais Das Capitais, ciò che più mi ha colpito è stato quel ritmo che non finisce mai di incastrarsi del tutto, come se il tempo respirasse in un dondolio tra ciò che ci si aspetta e ciò che non arriva mai. Non è un brano che si muove in un quattro quarti pulito: c’è un dondolio nella batteria che si ripete con una cadenza che sembra trascinare il resto, come se la canzone camminasse al suo passo, senza fretta ma senza sosta. La chitarra entra con un riff che non suona come il rock convenzionale degli anni Ottanta, ma qualcosa di più vicino allo ska o al reggae, con quell’aria di una band che ancora non sapeva bene dove stesse andando. È come se il brano portasse dentro di sé il germe di ciò che sarebbe venuto dopo, ma con un suono che non avrebbero più esplorato con la stessa freschezza.
Lo registrarono nel maggio e giugno del 1986 negli studi RCA di São Paulo, in sole quattro settimane. Il disco uscì nell’ottobre dello stesso anno, e sebbene non fosse il primo di Engenheiros do Hawaii, fu l’unico in cui suonarono tutti e quattro i membri originali: Humberto Gessinger, Carlos Stein, Marcelo Pitz e Carlos Maltz. Nel 1987, Pitz aveva già lasciato la band, sostituito da Augusto Licks. La casa discografica gli diede un discreto supporto, con un singolo pubblicato —Toda Forma de Poder— e addirittura due canzoni nelle colonne sonore di telenovelas, oltre a due videoclip. La durata esatta di Longe Demais Das Capitais è di quattro minuti e sette secondi, tempo appena sufficiente perché quel ritmo disordinato rimanga impresso nella mente senza che la sua stranezza risulti troppo evidente.
Dall'album
Longe Demais Das Capitais
Engenheiros do Hawaii · 1986 · Track 8
Dati
Crediti
Testo Humberto Gessinger
Musica Humberto Gessinger