La storia dietro
La luz de la manzana, secondo DoReSol
La luce della mela non è solo un altro tema nell’album Téster de violencia, ma un ponte tra due mondi che Spinetta considerava ugualmente importanti: il suono e ciò che questo suono evoca. Il brano inizia con un riff di chitarra che sembra fluttuare, come se lo strumento respirasse al rallentatore, e questa atmosfera perdura per i sei minuti e diciassette secondi della sua durata. Non è un brano che colpisce, ma che avvolge, ed è proprio questa la sua trappola: sotto quella calma apparente si cela una domanda scomoda su cosa significhi davvero la violenza quando la si osserva dall’interno, dal corpo stesso che la subisce o la esercita.
Il testo gioca con due immagini che Spinetta ripeteva come ossessioni: la luce e la mela. Il titolo inverte il nome della Manzana de las Luces, quel luogo storico di Buenos Aires dove, durante il periodo coloniale, si concentrava il sapere della città. Ma Spinetta ribalta il concetto: non è la luce dell’istituzione, ma la luce che nasce dall’organico, da ciò che cresce. La mela, dal canto suo, non è solo il frutto, ma un simbolo che attraversa tutta la sua opera, dal nome della sua prima band, Almendra, fino ad album come Para los árboles o Durazno sangrando. Qui, la mela è un corpo che proietta luce, come un albero che assorbe il cosmo e lo restituisce sotto forma di energia. Il brano venne eseguito per la prima volta nel giugno 1987 al teatro Astral, durante un concerto che Spinetta tenne in un paese che ancora non aveva del tutto metabolizzato gli spettri della dittatura. L’album Téster de violencia, pubblicato l’anno successivo, fu la sua risposta a quel clima: non una condanna morale della violenza, ma un tentativo di comprenderla come parte inevitabile della vita, come quel corpo stesso che pulsa e che, al contempo, può ferire o essere ferito.
Dall'album
Tester de violencia
Luis Alberto Spinetta · 1988 · Track 4
Dati
Crediti
Testo Luis Alberto Spinetta
Musica Luis Alberto Spinetta