La band che accompagnò Spinetta in questa registrazione era composta da Carlos Alberto Rufino al basso, Juan Carlos Fontana alle tastiere, Guillermo Arrom alla chitarra solista e Jota Morelli alla batteria, oltre alla voce, chitarra e programmazione di Luis Alberto stesso. L'album porta una dedica speciale alla madre, Julia Ramirez. Questo lavoro sorse in un momento complesso, dopo l'esperienza di Spinetta con Fito Páez nell'album Lalalá e la tragica perdita delle madri di Páez durante i concerti di presentazione. Questo evento, che Spinetta sentì in qualche modo legato alla violenza delle canzoni che avevano creato insieme, segnò profondamente la sua opera. Il contesto sociale e politico dell'Argentina della fine degli anni '80, con il ritorno alla democrazia e i successivi conflitti militari, si filtrò anche nello stato d'animo del musicista. Infatti, in un concerto al Chateau Carreras di Córdoba a marzo, Spinetta espresse il suo rifiuto ai sollevamenti militari modificando il testo di "No seas fanática" per cantare "No seas milico, no seas Rico".
Originariamente, Spinetta aveva previsto di pubblicare questo album nel 1987, ma una serie di contrattempi personali e di altra natura posticiparono l'inizio delle registrazioni all'aprile 1988. Questo lasso di tempo aggiuntivo gli permise di rifinire il materiale e, soprattutto, di dargli una direzione concettuale più chiara. L'idea del titolo, Téster de violencia, nacque dalla connessione che sentiva con Fito Páez tra il 1986 e il 1987, dopo l'omicidio delle madri di quest'ultimo a Rosario. Luis Alberto si vedeva come un "tester" della violenza circostante, un ruolo che illustrava con aneddoti come quelli vissuti al Festival de La Falda, dove i musicisti dovevano aggirare aggressioni con oggetti lanciati dal pubblico. In una di queste occasioni, Guillermo Arrom raccontò come Spinetta intervenne per calmare la situazione. Le canzoni "La bengala perdida" e "Al ver verás" furono interpretate da Spinetta anni dopo, nel 2009, durante il suo concerto Spinetta y las Bandas Eternas, con la partecipazione di Mono Fontana.