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Philadelphia, Stati Uniti · 1943–1991

Stan Getz

Stan Getz non era un semplice sassofonista: era *il suono*. Il suo tenore non somigliava a quello degli altri perché non cercava di imitare, ma di respirare. Prendeva ogni nota come se la disegnasse nell’aria, con un fraseggio che ricordava quello di Lester Young, ma con un peso caldo che gli conferiva una propria identità. Non erano la velocità né il virtuosismo a distinguerlo, ma la capacità di far suonare il sassofono come una voce umana, quasi come un sussurro che si espande. Prima dei 20 anni aveva già attirato l’attenzione delle big band dell’epoca, ma fu negli anni ’50 che trovò la sua strada senza bisogno di seguire nessuno.

All’inizio di quel decennio, Getz abbandonò lo stile che lo aveva accompagnato fino ad allora per costruire il proprio. Nel 1951, dopo una tournée in Svezia, formò un quintetto con Jimmy Raney in cui il sassofono e la chitarra si intrecciavano in un dialogo che funzionava sia nelle ballate che nei brani veloci. Non era un gruppo che cercasse di emergere con assoli esplosivi, ma con la precisione degli arrangiamenti e la chimica tra i musicisti. Quello stesso anno, la sua versione di "Moonlight in Vermont" con Johnny Smith divenne un successo inaspettato, dimostrando che poteva portare il jazz a un pubblico più ampio senza perdere la sua essenza. Anni dopo, nel 1958, registrò Focus con l’orchestra di Eddie Sauter, un disco che considerava il suo preferito: un’opera in cui il sassofono dialogava con archi e ottoni in un clima intimo ma ambizioso.

1 Album
8 Canzoni
1,6M Ascoltatori/mese

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Canzoni essenziali

1 album · 1964

Discografia completa

Condividono scena, decennio e ossessioni

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Ma fu negli anni ’60 che Getz cambiò per sempre il corso della sua carriera. Nel 1962, insieme a Charlie Byrd, registrò Jazz Samba, un album che prese ritmi brasiliani e li fuse con il jazz in modo naturale. Il brano "One Note Samba" —adattato da Antônio Carlos Jobim— divenne un successo, e l’anno successivo vinse un Grammy per "Desafinado". Ma la vera svolta arrivò nel 1964 con Getz/Gilberto, in cui il sassofonista, il chitarrista João Gilberto e sua moglie Astrud Gilberto registrarono "The Girl from Ipanema". Quella canzone non solo divenne uno standard, ma portò la bossa nova a milioni di orecchie fuori dal Brasile. Il disco trionfò ai Grammy, superando addirittura A Hard Day’s Night dei Beatles, e dimostrò che il jazz poteva essere accessibile senza rinunciare alla sua profondità. Il successo, tuttavia, portò anche tensioni: il suo rapporto con i Gilberto si interruppe e Getz si allontanò temporaneamente da quel sound per tornare a esplorare il cool jazz, anche se nulla sarebbe stato più come prima.

Dati

Nascita
2 feb 1927
Paese
🇺🇸 Stati Uniti
Genere
Jazz

Premi e riconoscimenti

  • Grammy

Etichette discografiche

Prestige Records Prestige * Verve Records Verve * Columbia Records Columbia