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Tapestry 1971
Album · di Carole King ↗ Vai all'artista

Tapestry

Quando Carole King si sedette per registrare Tapestry, aveva già una solida carriera come autrice, creando successi per altri fin dai primi anni '60. Tuttavia, questo disco, pubblicato nel febbraio 1971, segnò un prima e un dopo, consolidandola come interprete del proprio materiale. Il suono che definisce Tapestry è un mix intimo e caldo di folk e pop, registrato nel gennaio 1971 negli studi A&M di Hollywood. Questo album non solo divenne un punto di riferimento per il genere cantautore, ma si rivelò anche un punto di svolta nella sua carriera, raggiungendo una profonda connessione con il pubblico.

Anno
1971
Canzoni
12
Durata
44 min 9 seg
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Sull'album

Tapestry, secondo DoReSol

L'impatto di Tapestry fu immediato e duraturo. Canzoni come "I Feel the Earth Move" e "It's Too Late" dominarono le classifiche, tra cui la Billboard Hot 100 e le classifiche Easy Listening, rimanendo in cima per diverse settimane. L'album fu riconosciuto con quattro premi Grammy nel 1972, tra cui Album dell'Anno. Inoltre, brani come "(You Make Me Feel Like) A Natural Woman", che era già stato un successo per Aretha Franklin nel 1967, e "Will You Love Me Tomorrow?", un successo del 1960 per The Shirelles, furono inclusi in Tapestry reinterpretati dalla stessa King. L'influenza di James Taylor, che incoraggiò King a cantare le sue composizioni e partecipò alla registrazione, si avverte nell'album, specialmente nell'inclusione del suo successo "You've Got a Friend".

La copertina dell'album, catturata dal fotografo Jim McCrary nel salotto della casa di King a Laurel Canyon, California, la mostra seduta a piedi nudi, mentre tiene in mano un arazzo che aveva cucito lei stessa, con il suo gatto nelle vicinanze. Questa immagine racchiude l'essenza personale e artigianale del disco. Tapestry non solo rimase nelle classifiche per quasi sei anni, ma divenne uno degli album solisti più venduti di tutti i tempi, superando 10 milioni di copie negli Stati Uniti e circa 22 milioni a livello mondiale fino a quel momento. La sua eredità perdura, testimoniando composizioni che, secondo la critica, abbracciano la realtà con calore e vicinanza umana.