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Sueños líquidos 1997
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Sueños líquidos

Sueños Líquidos arrivò nell’ottobre del 1997 con un suono che sapeva di salsedine e sabbia. La band Maná si rinchiuse negli studi di Hollywood e Puerto Vallarta per registrarlo, ma il mare fu il loro vero collaboratore: l’acqua come tema e ambiente definì ogni strato del disco. Non era solo un album, ma un viaggio in cui i ritmi del Latin Rock si mescolavano a tocchi sperimentali che ancora oggi sorprendono. Lo pubblicarono in 36 paesi fin da subito, una mossa insolita per una band messicana all’epoca, e il rischio valse la pena: in meno di un anno avevano già superato il milione di copie vendute.

Anno
1997
Canzoni
12
Durata
60 min 40 seg
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12 canzoni

Lista delle canzoni

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Sull'album

Sueños líquidos, secondo DoReSol

Tra le sue canzoni, Clavado en un bar e En el muelle de San Blás divennero subito dei successi. La prima, con il suo groove contagioso, suonava uguale a Madrid come a Los Angeles, mentre la seconda portava la nostalgia del mare in ogni angolo in cui veniva ascoltata. Ma la chiusura del disco nascondeva un dettaglio curioso: dopo Ámame hasta que me muera, lasciarono un messaggio al contrario che, se qualcuno fosse riuscito a decifrarlo, avrebbe vinto biglietti per i loro concerti. Un omaggio ai fan più curiosi.

Il riconoscimento arrivò presto. Nel 1998 il loro primo Grammy fu appeso al muro, nella categoria Best Latin Rock/Alternative Performance, e l’anno successivo il Premio Lo Nuestro lo nominò Pop Album of the Year, condividendo l’onore con Shakira. Entro il 2002 avevano già venduto 3,5 milioni di copie, e nel 2001 lo pubblicarono in formato DVD-Audio per chi volesse portare il suono — e l’esperienza — a un altro livello. Non cercavano solo di vendere dischi, ma di creare qualcosa che sapesse di mare e di libertà. E ci riuscirono.

Discografia

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