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La storia dietro
Me voy a convertir en un ave, secondo DoReSol
La canzone Me voy a convertir en un ave è la chiusura perfetta di un album che attinge all’essenza dell’acqua, un elemento che i Maná hanno reso protagonista di Sueños Líquidos. Registrata a Puerto Vallarta, dove il mare e la brezza hanno plasmato ogni nota, questo brano di 5 minuti e 2 secondi non solo segna la fine del disco, ma incarna anche la fusione tra rock latino e pop che li ha caratterizzati negli anni ’90. Il titolo suggerisce già un volo libero, quasi poetico, ma la musica va oltre: quel ritmo che oscilla tra melodico ed energico completa un’opera che, sin dal suo lancio, non ha mai smesso di essere trasmessa dalle radio di Spagna e Stati Uniti.
L’album Sueños Líquidos nacque con l’idea di creare un’atmosfera in cui l’acqua fosse il filo conduttore, e questo si nota in ogni angolo del disco. La band si trasferì a Puerto Vallarta per registrare, sfruttando il legame che già avevano con quel luogo costiero, dove il suono del mare e del vento si mescolava alle chitarre. Quando l’album arrivò sul mercato nell’ottobre del 1997, non solo superò il milione di copie vendute in Spagna e Stati Uniti, ma aprì anche le porte a un riconoscimento internazionale che fino ad allora non avevano. Tra i traguardi di quell’anno, spicca il loro primo Grammy nella categoria Best Latin Rock/Alternative Performance, un premio arrivato proprio mentre il gruppo iniziava a consolidarsi come un punto di riferimento della Musica Latina fuori dal Messico.
Dall'album
Sueños líquidos
Maná · 1997 · Track 10
Dati