La storia dietro
Róbame el alma, secondo DoReSol
Registrata di fronte al mare a Puerto Vallarta, Róbame el alma suona come se l’oceano stesso avesse plasmato il suo ritmo. Il brano è costruito su un ritmo che pulsa tra l’organico e l’elettrico, con la Chitarra e la Batteria a sostenere il peso di un groove che non si lascia imprigionare dalle misure tradizionali. L’aria salmastra della costa sembra insinuarsi tra le corde e i tamburi, donando alla melodia quella sensazione di fluidità che l’album Sueños Líquidos prometteva già nel titolo. Non è un caso che questo brano, della durata di 4 minuti e 4 secondi, sia uno dei più riconoscibili: il contrasto tra la crudezza dell’esecuzione dal vivo e la morbidezza degli arrangiamenti lo rende sia intimo che espansivo.
L’idea di registrare a Puerto Vallarta non fu solo una questione logistica, ma parte del DNA di Sueños Líquidos. Il disco nacque con l’intento di catturare l’essenza dell’acqua come metafora di vita e cambiamento, e Róbame el alma ne è il riflesso sonoro. Il Premio Grammy per Best Latin Rock/Alternative Performance vinto dall’album nel 1997 arrivò come conferma che quell’approccio aveva fatto breccia, soprattutto in Spagna e negli Stati Uniti, dove le vendite superarono il milione di copie. Più tardi, il Premio Lo Nuestro aggiunse un altro riconoscimento a un brano che, senza volerlo, finì per definire un’epoca per la Musica Latina.
Dall'album
Sueños líquidos
Maná · 1997 · Track 7
Dati
Crediti
Musica Fher Olvera, Alex González