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La storia dietro
Como te extraño corazón, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Cómo te extraño corazón, sono rimasto affascinato da quel ritmo che scorre come una marea. Non è solo una canzone dei Maná, ma un pezzo di Sueños Líquidos che sembra trascinarti verso la riva, con quella miscela di Latin Rock che li ha sempre caratterizzati. Il brano ha qualcosa di speciale: la sua durata di oltre cinque minuti non sembra lunga perché ogni sezione — dall’inizio con la Guitarra alla chiusura — è pensata affinché l’ascoltatore non voglia che finisca. La registrazione è stata realizzata in tre studi diversi: Conway Studios a Los Angeles, Ocean Way Recording a Hollywood e Puerta Azul-Mobile Puerto Vallarta, dove probabilmente il suono del mare si è insinuato tra le take. Questo spiega perché suona così organico, come se il mare stesso fosse stato parte della produzione.
Il brano è stato pubblicato come quinto e ultimo singolo di Sueños Líquidos nel novembre 1998, ma il suo seme era già nel disco uscito un anno prima. Fher Olvera, il compositore, e Alex González, che l’ha anche prodotto, gli hanno dato un’aria che ha rapidamente conquistato il pubblico. Nella sua prima settimana nella Billboard Hot Latin Tracks, ha raggiunto la posizione 31 e vi è rimasto per due settimane — non poco per una band già riconosciuta in Spagna e negli Stati Uniti. Curioso è che tutto il disco nacque dall’idea di usare l’acqua come metafora centrale, e Cómo te extraño corazón è uno di quei brani che meglio riflette quell’essenza: malinconico, ma con un ritmo che non si spegne. Il disco, tra l’altro, ha regalato loro il primo Grammy nella categoria Best Latin Rock/Alternative Performance e un Premio Lo Nuestro, premi che all’epoca rappresentarono un importante sostegno per la loro espansione in Europa Occidentale e in Asia.
Dall'album
Sueños líquidos
Maná · 1997 · Track 11
Dati