7 canzoni
Inizio · Album · Fabrizio De André · Crêuza de mä
1984
Sull'album
Crêuza de mä, secondo DoReSol
I testi non sono semplici storie: sono ritratti di personaggi che la società tende a ignorare. In Crêuza de mä, il mare non è solo una scenografia, ma un altro personaggio, testimone di vite che passano senza lasciare traccia. Le tre canzoni che risuonano di più sono Crêuza de mä, Sidún e  duménega. La prima, che dà il titolo all’album, parla di un sentiero costiero che si snoda tra scogliere; la seconda, Sidún, è un lamento che sembra emergere dalle profondità del Mediterraneo; e la terza,  duménega, ha l’aria di una ballata che si conficca nella memoria come un amo. Non sono brani da ascoltare distrattamente: richiedono attenzione, come se ogni verso nascondesse un segreto che solo il mare potrebbe comprendere. Lo registrarono in tre settimane con musicisti che non erano stelle ma conoscevano il mestiere.
Il disco non mirava a vendere milioni, ma a catturare qualcosa che ancora non esisteva: una fusione di folk mediterraneo, jazz e poesia di strada. Quando uscì, non fu un successo commerciale, ma chi lo ascoltò lo custodì come un tesoro. Oggi, a oltre trent’anni di distanza, rimane un disco che si scopre poco alla volta, come una mappa antica che ogni volta che la apri rivela nuove rotte.