Inizio · Canzoni · Fabrizio De André · Â duménega

Crêuza de mä

di Fabrizio De André · Album Crêuza de mä

 duménega

Tonalità D Tempo 176 bpm Metro 3/4 Durata 3:37
Capotasto 0
Tonalità D
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

 duménega, secondo DoReSol

Fabrizio De André registrò Â duménega in Creuza de mä con un gesto che sembra semplice ma che cambiò il corso della sua musica: decise di cantare in genovese, la lingua che aveva ascoltato fin dall’infanzia per le strade di Genova, non come un vuoto folclorismo, ma come chi prende un pennello e mescola tutti i colori trovati nei porti della sua giovinezza. Il genovese qui non è solo un veicolo per le parole, ma un altro personaggio della canzone, una lingua che De André plasma con la stessa libertà con cui un marinaio ormeggia la sua barca su un molo del Medioevo. Le parole si intrecciano, prendono in prestito suoni dal greco, dall’arabo, dallo spagnolo, come se il tempo stesso avesse lasciato tracce in ogni sillaba. Non è un caso che questo brano, della durata di tre minuti e quarantuno secondi, suoni come un viaggio che non si conclude sulla costa, ma si estende fino all’orizzonte dove si mescolano lingue e secoli.

Il disco Creuza de mä —titolo che già evoca la brezza salata del Mediterraneo— fu realizzato a Milano nel 1984, ma non fu un lavoro di studio convenzionale. De André e Mauro Pagani cercavano qualcosa di diverso: volevano che il disco respirasse l’aria delle navi, il mormorio delle onde e l’eco dei mercati dove il genovese si arricchiva ad ogni scambio. Per questo si affidarono alla squadra della Dischi Ricordi, ma la magia non stava negli strumenti, bensì nel modo in cui vennero usati. Il brano  duménega non suona come una registrazione levigata, ma come una conversazione tra amici che si passano una bottiglia di vino mentre la notte si allunga. Non ci sono correzioni forzate, solo l’urgenza di catturare quella miscela di malinconia e vitalità che esiste solo quando la musica nasce da un luogo autentico. E in mezzo a tutto questo, la voce di De André —che molti conoscevano come Faber, il soprannome datogli dall’amico Paolo Villaggio per il suo amore per le matite colorate— diventa il filo che unisce ogni parola, ogni pausa, ogni sussurro che sembra provenire dal fondo di un vicolo genovese.

Dall'album

Crêuza de mä

Crêuza de mä

Fabrizio De André · 1984 · Track 6

Dati

TonalitàD
Metro3/4
Tempo176 BPM
Durata3:37
CompositoreFabrizio De André / Mauro Pagani
AlbumCrêuza de mä
Anno1984
ISRCITB001300645

Crediti

Testo Fabrizio De André, Mauro Pagani

Musica Fabrizio De André, Mauro Pagani

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