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Genova, Italia · 1940 — presente

Fabrizio De André

Fabrizio De André era un tipo di Génova che si metteva nella musica come se fosse un poeta che anche cantava. Nacque nel 1940 e morì a Milán nel 1999. Non era solo un cantante, era anche scrittore e poeta. Le sue canzoni parlavano di gente che si rimaneva fuori, di persone che si ribellavano, di prostitute, e addirittura criticava la Cattolica. Le lettere erano così buone che anche se le studiano nelle università come parte della poesia italiana del XX secolo. Alcune avevano testi in Liguria, la sua lingua nativa.

Lo si chiamava Faber, un soprannome che gli diede il suo amico Paolo Villaggio. Era per il suo gusto per i Faber Castell lapicini. In quarant'anni di musica fece quindici album, una quantità che non era molto, ma ogni uno era importante. Si prendeva il tempo, non voleva fare cose solo per farle.

1 Album

1 album · 1984

Discografia completa

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Biografia

I suoi primi dischi uscirono negli sessanta. In quel momento già si notava che era un cantautore speciale, che mescolava il tradizionale con il moderno. Prendeva canzoni di francesi come Brassens, le traduceva in italiano e le metteva nel suo stile. Inoltre usava suoni italiani e cose più internazionali. Tutto lo faceva con un linguaggio semplice ma poetico, che lo rendeva unico. De André anche traduceva altri autori, come Dylan e Cohen.

Nel 1968 uscì il primo album concettuale di Tutti morimmo a stento. Era come una storia di drogati, pazzi, re tristi e bambini che vedevano la guerra. Tutto in un ambiente psichedelico. La sua visione di De André era sempre chiara, profonda, umana.

Nel 1970 uscì La buona novella, un disco su Maria, Gesù e Giuseppe, con lettere ispirate agli evangelii apocrifi. A molti sembrò una tradizione, ma il disco si è convertito in qualcosa forte, profetico e umanista. Con il tempo, è diventato un riferimento.

Nel 1971 uscì Non al denaro, non all'amore né al cielo, dove mise in musica l'"Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters. Canzoni come "Un giudice" o "Il suonatore Jones" sono rimaste nella memoria collettiva.

Nel 1973 uscì Storia di un impiegato, altro album concettuale. Parlava di un impiegato frustrato che, dopo vedere le proteste del 1968, decide mettersi nel terrorismo. De André si chiedeva sul potere, la violenza, il sistema, la società. La canzone "Canzone del maggio" aveva una frase ripetuta, come un grido al potere: "per quanto voi vi crediate assolti, sette per sempre coinvolti". Anche oggi, in Italia, rimane una canzone politica forte.

Dati

Nacimiento
18 feb 1940
País
🇮🇹 Italia
Género
singer-songwriter