La storia dietro
Zitarrosa en el cielo, secondo DoReSol
Zitarrosa en el cielo inizia con un’aria che non suona come una canzone rock convenzionale. Il basso disegna una linea melodica che si ripete come un’eco, mentre la batteria segna un ritmo che non è né veloce né lento, ma proprio quello di cui ha bisogno la voce di El Cuarteto de Nos per muoversi tra il narrativo e l’ironico. Non è un brano che colpisce con chitarre distorte o cori appiccicosi; al contrario, gioca con l’ambiguità, come se stesse raccontando una storia che non arriva mai a concludersi. Il testo, breve e diretto, si appoggia a quel suono pulito ma con una punta di asprezza, come se il disco fosse stato registrato in uno spazio dove il tempo si dilata un po’.
Il brano uscì nel 1994, all’interno di Otra Navidad en las trincheras, il quinto album della band. A quel tempo, El Cuarteto de Nos portava avanti da anni un percorso tra umorismo tagliente e testi che ritraevano Montevideo con uno sguardo senza indulgenza. Ma questo album fu diverso: la produzione suonò più curata rispetto ai lavori precedenti, senza perdere l’essenza di una band che suonava nei locali e ora registrava in studio con attrezzature prestate. Il brano dura meno di tre minuti, ma in quel lasso di tempo riesce a fare qualcosa di raro: far convivere ironia e malinconia senza scontrarsi. Non è il brano più lungo né il più rumoroso del disco, ma è uno di quelli che rimane impresso nella memoria di chi l’ha ascoltato, come una battuta che non si finisce mai di capire del tutto.
Dall'album
Otra Navidad en las trincheras
El Cuarteto de Nos · 1994 · Track 16
Dati