La storia dietro
Sólo un rumor, secondo DoReSol
La prima volta che ho ascoltato Sólo un rumor, sono rimasto affascinato da quell’aria di mistero che aleggia fin dai primi secondi. Non è una canzone che ti colpisce con un ritornello orecchiabile, ma ti avvolge con un ritmo che si muove tra il giocoso e l’inquietante, come se ogni nota stesse sussurrando un segreto a metà. Il testo, breve ma intenso, gioca con l’ambiguità di ciò che viene detto e di ciò che viene taciuto — qualcosa che negli anni Novanta non era così comune nel rock uruguaiano. Il Cuarteto de Nos aveva già esplorato quel territorio tra il comico e l’oscuro, ma qui lo portano a un altro livello: non ci sono moralismi né conclusioni facili, solo la sensazione di ascoltare qualcosa che potrebbe essere vero o pura invenzione.
L’album Otra Navidad en las trincheras uscì nel 1994 sotto l’etichetta Ayuí / Tacuabé, e questo brano in particolare segnò una svolta nel modo in cui il gruppo affrontava i propri testi. Non cercavano di suonare come nessun altro; volevano che ogni canzone avesse una propria personalità, anche se questo significava infrangere le convenzioni. I 3:51 di durata sono perfetti per ciò che ha da dire: abbastanza per sviluppare la storia senza sprecare nemmeno un secondo. Il risultato fu un disco che, senza volerlo, divenne un punto di riferimento del rock uruguaiano di quel decennio, con quella miscela di ironia e crudezza che li definiva.
Dall'album
Otra Navidad en las trincheras
El Cuarteto de Nos · 1994 · Track 2
Dati