Inizio · Canzoni · Luis Alberto Spinetta · Organismo en el aire

Tester de violencia

di Luis Alberto Spinetta · Album Tester de violencia

Organismo en el aire

Tonalità Em Tempo 122 bpm Metro 4/4 Durata 6:46
Capotasto 0
Tonalità Em
Vel.
◫ Modalità Cinema

La storia dietro

Organismo en el aire, secondo DoReSol

Ci sono canzoni che nascono da un istante di silenzio tra il rumore di fuori e quello che portiamo dentro. Organismo en el aire è una di queste: Spinetta la scrisse nella sua casa di Buenos Aires, in via Elcano, mentre i suoi tre figli piccoli correvano per la casa. Il peso di quella solitudine —quella che non sceglie, che si insinua nelle crepe della giornata— divenne il primo verso: *"Seduto in terrazza a guardare il mare, capisco com’è la solitudine".* Non è un lamento, ma un’osservazione fredda, quasi scientifica, come se il Flaco avesse messo sotto il microscopio quel vuoto che tutti portiamo dentro. Il brano procede in un clima di suspense, dove i sintetizzatori di Juan Carlos "Mono" Fontana —che firma tutti gli arrangiamenti dell’album— tessono un’atmosfera densa, come se l’aria stessa fosse un organismo vivo che respira lentamente. Il pezzo, il settimo del disco, è il più lungo di Téster de violencia (6:46), e la sua struttura gioca con l’idea di evaporazione che l’artista menzionava: non cade sul corpo, ma si dissolve, diventa etereo, come il titolo che lo chiude: *"organismo en el aire"*, quella presenza che tutto dirige senza toccare nulla.

Il contesto in cui nacque questo brano è denso tanto quanto il suo suono. Spinetta aveva appena finito di registrare La, la, la insieme a Fito Páez, un doppio album che li portò a suonare in tutto il paese mentre l’Argentina cercava di metabolizzare il ritorno della democrazia. Ma nello stesso anno, l’assassinio delle madri di Fito Páez —un evento che segnò profondamente il cantante di Rosario— lasciò un’impronta indelebile in entrambi. Spinetta, invece, incanalò quel dolore in Téster de violencia, un album che non parla di violenza come un atto esterno, ma come qualcosa che abita nei corpi, nei gesti quotidiani, nel modo in cui respiriamo. Il disco fu registrato nel 1988, ma il suo seme era già stato piantato nel 1987, quando il Flaco presentò in anteprima Organismo en el aire al teatro Astral di Buenos Aires. A quel punto, il paese aveva già condannato le giunte militari (1985), ma le leggi di impunità del 1986 e le sollevazioni dei carapintadas del 1987 ricordavano a tutti che la violenza non era solo un ricordo, ma una presenza che si insinuava in ogni decisione. L’album, eletto migliore dell’anno dalla Encuesta Anual del Clarín, fu registrato in tre giorni con attrezzature prestate e uscì sul mercato come un grido contenuto: Spinetta non cercava di vendere dischi, ma un suono che riflettesse il peso di vivere in un paese che ancora non era riuscito a guarire del tutto. E in mezzo a quel rumore, Organismo en el aire fluttua, leggero e pesante al tempo stesso, come se fosse la colonna sonora di quell’istante in cui la solitudine e la presenza si sfiorano senza toccarsi.

Dall'album

Tester de violencia

Tester de violencia

Luis Alberto Spinetta · 1988 · Track 7

Dati

TonalitàEm
Metro4/4
Tempo122 BPM
Durata6:46
CompositoreLuis Alberto Spinetta
AlbumTester de violencia
Anno1988
ISRCARF038800074

Crediti

Testo Luis Alberto Spinetta

Musica Luis Alberto Spinetta

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