La storia dietro
El putón del barrio, secondo DoReSol
El Cuarteto de Nos ha sempre avuto quella malizia per raccontare storie senza filtri, ma in El putón del barrio le cose diventano ancora più dirette: è come se tutto il quartiere si fosse seduto a prendere il mate con il microfono. La canzone non ha girato intorno al problema dal primo accordo, e proprio questo la rende diversa da tutto ciò che la band aveva fatto fino a quel momento. Il brano non si ferma alla superficie; usa l'umorismo nero e l'ironia per affrontare un tema che negli anni '90 era ancora un tabù nella musica locale, e lo fa con una crudezza che non chiede permesso. La versione originale del 1994 aveva già quel gancio orecchiabile, ma quando la registrarono nuovamente nel 2004 per l'album omonimo, le diedero una svolta più rock, come se avessero applicato una toppa di distorsione sull'elettronica che la avvolgeva inizialmente.L'album Otra Navidad en las trincheras, dove è nata la canzone, uscì nel 1994 sotto l'etichetta Ayuí / Tacuabé e divenne un punto di svolta per la band.
Non era solo un altro disco: fu lì che El Cuarteto de Nos smise di essere quel gruppo che sperimentava stili per trovare una propria identità. Il disco mescolava rock alternativo e pop, ma con una produzione più curata rispetto ai lavori precedenti, regalando alla band un'aria più matura senza perdere quell'essenza irriverente. La canzone, con i suoi tre minuti e quarantatré secondi di durata, non passò inosservata: si insinuò nella scena uruguaiana come un commento sociale camuffato da ritmo ballabile, qualcosa che all'epoca non era comune nel rock locale.
Dall'album
Otra Navidad en las trincheras
El Cuarteto de Nos · 1994 · Track 5
Dati