Inizio · Artisti · Ella Fitzgerald

Newport News, Stati Uniti · 1934–1993

Ella Fitzgerald

Ci sono voci che non solo cantano, ma respirano il ritmo. La sua era così: pura precisione in ogni sillaba, ogni respiro calcolato al millisecondo, come se ogni nota uscisse da uno strumento più che da una gola. Il suo tono cristallino — a volte paragonato al suono di una tromba — non solo si ascoltava, si *sentiva* nell’aria. Ma dove davvero si distingueva era nello scat: quella tecnica di improvvisare con sillabe senza senso, trasformando la sua voce in un altro strumento dell’ensemble. Non era solo tecnica; era come se il jazz stesso scorresse attraverso di lei, senza filtri, senza paura di sbagliare. Questo, unito a una dizione impeccabile, la rese un punto di riferimento immediato per chiunque cercasse di capire cosa rende speciale un cantante di jazz.

Il suo primo grande salto arrivò nel 1938, quando registrò A-Tisket, A-Tasket, un brano per bambini che, contro ogni previsione, divenne un successo nazionale. Il curioso è che non lo fece da sola: era con la Chick Webb Orchestra, una band che suonava al Savoy Ballroom di Harlem. Webb, il suo direttore, l’aveva scoperta anni prima in una gara amatoriale e l’aveva presa sotto la sua ala. Ma quando lui morì nel 1939, lei non solo prese temporaneamente le redini dell’orchestra, ma nel 1942 decise di spiccare il volo da sola. Quella scelta non fu solo professionale: segnò l’inizio di una carriera che l’avrebbe portata a reinventare il concetto della canzone popolare statunitense. Il suo manager, Norman Granz, fondò addirittura un’etichetta discografica, Verve Records, solo per produrre le sue registrazioni, e fu lì che il suo suono trovò la massima espressione.

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1 album · 1956

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Biografia

Negli anni Cinquanta, Ella si immerse completamente nei songbooks dei grandi compositori come Cole Porter, Duke Ellington e George Gershwin. Non erano semplici cover: erano reinterpretazioni in cui ogni nota, ogni pausa, sembrava scritta per lei. Album come Ella Fitzgerald Sings the Cole Porter Song Book (1956) o Ella Fitzgerald Sings the Duke Ellington Song Book (1957) non solo vendettero dischi, ma dimostrarono che il jazz poteva essere elegante senza perdere la sua essenza improvvisativa. E se non bastasse, le sue collaborazioni con Louis Armstrong — come in Ella and Louis (1956) — o con Count Basie — in Ella and Basie! (1963) — mostrarono che la sua voce poteva adattarsi a qualsiasi contesto senza perdere la propria identità. Alla fine degli anni Sessanta, aveva già alle spalle oltre tre decenni di palcoscenico, ma continuava a suonare fresca, come se ogni concerto fosse la prima volta. Nel 1993, dopo quasi sessant’anni sui palcoscenici, tenne la sua ultima esibizione. Tre anni dopo, nel 1996, la sua voce si spense per sempre, ma il jazz non fu più lo stesso.

Dati

Nacimiento
25 abr 1917
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
Jazz

Premi e riconoscimenti

  • Grammy alla carriera

Influenze

MS Maxine Sullivan

Etichette discografiche

Decca Records Decca Verve Records Verve Capitol Records Capitol Reprise Records Reprise Pablo Records Pablo His Master's Voice (British record label) His Master's Voice

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