La storia dietro
They Can’t Take That Away From Me, secondo DoReSol
They Can’t Take That Away From Me suona come un valzer che si dondola tra nostalgia e swing, senza mai perdere quel luccichio giocoso che fa sembrare ogni nota una strizzatina d’occhio. La magia sta nel modo in cui Ella e Armstrong si alternano per giocare con la melodia, come se stessero raccontando una barzelletta in cui la battuta finale è sempre migliore della battuta stessa. Ella entra con quella chiarezza che la contraddistingue, ma è Louis a risponderle con quel fraseggio ricco e pieno di sfumature, come se ogni parola avesse il peso dell’oro. Il più curioso è che, nonostante sia un songbook di Cole Porter, sembra qualcosa inventato al momento, come se la canzone fosse sempre esistita e loro l’avessero solo riscoperta.La registrarono nell’agosto del 1956 agli Capitol Studios di Hollywood, in una sessione in cui Norman Granz — il tipo dietro la Verve Records — diede loro carta bianca.
Armstrong ebbe l’ultima parola su quali brani includere e in quale tonalità, e questo si nota: c’è una libertà nell’interpretazione raramente raggiunta negli studi di registrazione. L’album, Ella and Louis, uscì nell’ottobre dello stesso anno, e il successo fu tale che l’anno successivo ripeterono la formula con Ella and Louis Again. La canzone dura 4:40, proprio il tempo necessario perché il dialogo tra le due voci non risulti forzato, ma come una conversazione tra vecchi amici che si ritrovano.
Dall'album
Ella and Louis
Ella Fitzgerald · 1956 · Track 4
Dati
Crediti
Testo Ira Gershwin
Musica George Gershwin