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Ella and Louis 1956
Album · di Ella Fitzgerald ↗ Vai all'artista

Ella and Louis

Nell'estate del 1956, Ella Fitzgerald e Louis Armstrong si riunirono in studio per registrare Ella and Louis, un disco che ancora oggi rimane un punto di riferimento quando si parla di duetti vocali nel jazz. Norman Granz, il fondatore della Verve Records, ideò il progetto con undici ballate classiche, tutte in tempo lento, e offrì loro un accompagnamento minimalista: il quartetto di Oscar Peterson — con Ray Brown al basso, Herb Ellis alla chitarra e Buddy Rich alla batteria — che suonava come se fossero in un salotto intimo. Il risultato non fu un semplice album, ma una conversazione tra due giganti in cui ogni nota e ogni respiro contavano. Ella and Louis non cercava di rompere gli schemi, ma lasciava che lo swing e la calda timbrica delle loro voci facessero il lavoro.

Anno
1956
Canzoni
11
Durata
7 min 51 seg
Ascolta l'album

11 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile
01

Can’t We Be Friends

3:10
02

Isn’t This a Lovely Day

03

Moonlight in Vermont

04

They Can’t Take That Away From Me

4:41
05

Under a Blanket of Blue

06

Tenderly

07

A Foggy Day

08

Stars Fell on Alabama

09

Cheek to Cheek

10

The Nearness of You

11

April in Paris

Sull'album

Ella and Louis, secondo DoReSol

Delle undici canzoni, tre spiccano per come mostrano quel perfetto equilibrio. In Moonlight in Vermont, Fitzgerald e Armstrong si alternano nei versi con una naturalezza che fa dimenticare che stanno leggendo uno spartito: lei con il suo fraseggio pulito, lui con quel timbro ruvido che sembra raccontare una storia in ogni sillaba. Stars Fell on Alabama è un altro momento chiave, in cui il piano di Peterson e la tromba di Armstrong si intrecciano prima che le loro voci entrino in un dialogo che sembra improvvisato, ma è stato provato nei minimi dettagli. E in Tenderly, Fitzgerald imita giocosamente Armstrong nel coro finale, un cenno che dimostra come, al di là della tecnica, si trattasse di un gioco in cui entrambi godevano del momento. Come scrisse il critico Scott Yanow nella sua recensione per Allmusic, l'album è "una raccolta vocale con enfasi su interpretazioni di buon gusto nelle ballate", e questa definizione coglie esattamente ciò che rende speciale questo disco: l'assenza di pretese e la presenza di due voci che si comprendono senza bisogno di parole.

L'impatto fu immediato. Verve lo pubblicò nello stesso anno e, nel 1989, la PolyGram lo ristampò in CD come parte del suo catalogo. Ma al di là delle riedizioni, ciò che rimase fu la prova che due leggende potevano registrare insieme senza perdere la propria essenza: Fitzgerald, con la sua dizione impeccabile e la capacità di rendere personale qualsiasi standard, e Armstrong, con quella miscela unica di umorismo e malinconia che solo lui sapeva trasmettere. Ella and Louis non fu il primo dei loro tre album insieme — seguirono Ella and Louis Again e Porgy and Bess —, ma fu quello che ne definì il tono: senza virtuosismi tecnici, senza arrangiamenti sovraccarichi, solo due voci, un piano, una chitarra, un basso e una batteria che segnavano il tempo come se fossero un unico strumento. E funzionò alla perfezione.