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Roma, Italia · 1968 — presente

Banco del Mutuo Soccorso

Il Banco del Mutuo Soccorso non iniziò come una band, ma come una soluzione improvvisata. Nel 1968, il tastierista Vittorio Nocenzi, appena diciassettenne, convinse la RCA a concedergli un’audizione presentandosi come leader di un gruppo inesistente. L’espediente — secondo la leggenda — funzionò perché Nocenzi aveva già lavorato con Gabriella Ferri e riuscì a vendere l’idea di un complesso che ancora non esisteva. Per il giorno dell’audizione, mise insieme una formazione con amici e familiari in grado di suonare uno strumento, battezzandola con un nome che suonava come un istituto finanziario ma che, in realtà, era un omaggio assurdo al loro ambiente: Banco del Mutuo Soccorso. La sala prove che scelsero, a Marino — un paese dei Castelli Romani —, era una vecchia stalla trasformata in covo di amplificatori e distorsioni, dove le mangiatoie custodivano cavi invece di fieno.

Il primo passo fu registrare tre brani per una compilation intitolata Sound '70, pubblicati solo su cassetta. Tra questi c’erano Vedo il telefono, La mia libertà e Padre Francesco, canzoni che già mostravano lo stile che li avrebbe definiti: melodie con basi classiche e testi che sfuggivano al luogo comune. Ma la svolta arrivò nel 1971, durante il II Festival Pop di Caracalla a Roma. Qui, il gruppo incontrò musicisti degli Esperienze e dei Fiori di Campo, band con cui condivisero il palco e, al termine della giornata, incorporarono Francesco Di Giacomo (voce), Renato D’Angelo (basso), Pierluigi Calderoni (batteria) e Marcello Todaro (chitarra). Questa formazione consolidò il loro suono: pezzi lunghi, strutture complesse e testi di Di Giacomo che elevavano le composizioni a un altro livello.

1 Album
5 Canzoni
70K Ascoltatori/mese

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Canzoni essenziali

1 album · 1973

Discografia completa

Condividono scena, decennio e ossessioni

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Nel 1972 pubblicarono il loro album di debutto, Banco del Mutuo Soccorso, nel quale spiccavano R.I.P., una suite strumentale con un finale vocale inaspettato, e Il giardino del mago, un brano di quasi quattordici minuti che divenne un inno del progressive italiano. La copertina, disegnata come una fessura di cartone, rafforzava l’idea di custodire qualcosa di prezioso all’interno del disco. Quello stesso anno uscì Darwin!, il loro primo album concettuale, in cui ogni canzone esplorava la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin. La copertina, con un disegno di una scimmia che si trasforma in uomo, era tanto provocatoria quanto il contenuto musicale: suite di oltre venti minuti, cambi di tempo bruschi e assoli di tastiera che ricordavano Bach filtrato da un amplificatore degli anni Settanta.

La formazione rimase stabile fino al 1973, quando Rodolfo Maltese sostituì Todaro alla chitarra. Questo cambiamento segnò l’inizio di un periodo in cui il gruppo consolidò la propria identità, ma anche il preludio agli assestamenti che sarebbero arrivati in seguito. Quello che iniziò come un trucco per entrare in una casa discografica finì per essere l’atto fondante di uno dei gruppi più personali del rock progressivo italiano.

Dati

Nascita
1 gen 1968
Paese
🇮🇹 Italia
Genere
Rock progressivo

Membri

tastiera · actual
Alessandro Esseno
fondatore · 1968–presente
Vittorio Nocenzi
voce · 1971–2014
Francesco Di Giacomo
· 1973–2015
Rodolfo Maltese
clarinet, tastiera, pianoforte, fondatore · 1968–1983
Gianni Nocenzi
· 1971–1972
Pierluigi Calderoni
chitarra acustica
Marcello Todaro
bass
Renato D'Angelo