Inizio · Canzoni · Banco del Mutuo Soccorso · Traccia II
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Dall'album
Io sono nato libero
Banco del Mutuo Soccorso · 1973 · Track 5
Dati
La storia dietro
Il brano Traccia II dei Banco del Mutuo Soccorso è uno di quei momenti che non avvisano e restano impressi. Con i suoi due minuti e trentanove secondi, sembra uno schizzo conservato nel cassetto, ma ascoltatolo oggi non sembra affatto una bozza. È come se il pezzo fosse sfuggito a una lunga e densa prova, con quell’energia trattenuta che a volte hanno le composizioni nate senza l’intenzione di essere grandi. L’atmosfera che respira è quella del rock progressivo italiano degli anni settanta, ma con una svolta che lo rende immediatamente riconoscibile: quel basso che si intreccia con la tastiera e la batteria che segna un ritmo che non arriva mai a stabilizzarsi del tutto.
Lo registrarono a Roma in un periodo in cui la scena locale ribolliva di band come Area o Premiata Forneria Marconi, e sebbene i Banco del Mutuo Soccorso avessero già inciso un paio di dischi, questo brano in particolare sembra nato da una sessione in cui ciò che contava non era il risultato finale, ma il suono che usciva dagli strumenti. Vittorio Nocenzi si occupò della musica e, insieme a Francesco Di Giacomo, diedero testo a un frammento che, decenni dopo, la rivista Rolling Stone avrebbe incluso nella sua lista dei cinquanta migliori album di prog rock di tutti i tempi. Non serve cercarci altro: a volte, le cose piccole sono quelle che meglio riassumono ciò che è venuto dopo.