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Use Your Illusion I 1991
Album · di Guns N’ Roses ↗ Vai all'artista

Use Your Illusion I

L’Use Your Illusion I arrivò nel settembre del 1991 per segnare una svolta nel suono dei Guns N’ Roses. Non abbandonarono l’hard rock grezzo di Appetite for Destruction, ma qui mescolarono blues, classica, country e persino tocchi industriali. Il cambiamento più evidente fu l’inserimento di Axl Rose al piano in diversi brani, qualcosa che si notò fin dal primo accordo. Anche Matt Sorum entrò come batterista, sostituendo Steven Adler, e il risultato fu un disco con canzoni più lunghe e texture più ricche rispetto al loro debutto.

Anno
1991
Canzoni
16
Durata
76 min 5 seg
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Sull'album

Use Your Illusion I, secondo DoReSol

Due brani definirono questo album fin dall’inizio. November Rain, una ballata epica di quasi nove minuti, divenne un fenomeno globale: raggiunse la prima posizione nelle classifiche di diversi paesi e finì persino nel Guinness per essere la canzone più lunga a rimanere in cartellone negli Stati Uniti. Il suo video, con scene di un matrimonio e un funerale, divenne iconico. D’altra parte, Coma superò i dieci minuti, con un assolo di chitarra che si allunga come un sospiro. Entrambi i brani esistevano già in versioni precedenti della band, ma qui guadagnarono una produzione più elaborata. C’è spazio anche per cover, come Live and Let Die di Paul McCartney, e per voci condivise: Izzy Stradlin canta in Dust N’ Bones, You Ain’t the First e Double Talkin’ Jive, qualcosa di inusuale per la band fino ad allora.

Il disco vendette oltre 17 milioni di copie in tutto il mondo e dominò le classifiche di Stati Uniti, Argentina, Canada, Germania e Giappone, dove ottenne certificazioni di platino e diamante. La copertina, ispirata all’affresco La scuola di Atene di Raffaello e reinterpretata da Mark Kostabi, rafforzò l’immagine teatrale della band, che in seguito si riflesse nel Use Your Illusion Tour. Anche il processo di registrazione ebbe i suoi alti e bassi: dopo aver provato missaggi con Bob Clearmountain, finirono per rifare tutto con Bill Price, alla ricerca di quel suono definitivo che li avrebbe portati a vincere un Grammy nel 1992.

Discografia

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