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La storia dietro
Bad Obsession, secondo DoReSol
Questa canzone non è solo un altro brano in Use Your Illusion I, ma un ritratto crudo di qualcosa che la band conosceva fin troppo bene: la dipendenza. Il testo, scritto da Izzy Stradlin e West Arkeen, non suona come una metafora o un’esagerazione, ma come una testimonianza diretta. Il sassofono e l’armonica, suonati da Michael Monroe —cantante degli Hanoi Rocks e una delle influenze più chiare dei Guns N’ Roses— le conferiscono un’aria tra blues e rock sporco, come se la canzone respirasse lo stesso aria viziata che descrive. Non è una melodia che inviti a ballare, ma ad ascoltare con attenzione, perché ogni nota sembra trascinarsi come il peso di ciò che racconta.
Registrata in mezzo a un tour caotico e a cambiamenti drastici nella formazione —con Steven Adler fuori dal gruppo dal 1990—, questa traccia si insinuò tra le sessioni di Use Your Illusion I senza cercare protagonismo. Gli ingegneri che vi lavorarono —da Allen Abrahamson a L. Stu Young— riuscirono a catturare un tono crudo, senza troppi ritocchi, dove il mixaggio di Bill Price mette in risalto i dettagli più ruvidi. Durava 5:28 in studio, ma dal vivo, nel Use Your Illusion Tour, si allungava, come se la band avesse bisogno di più tempo per sfogarsi. Anche Axl Rose scherzò in un concerto al Tokyo Dome sulle sue origini, citando West Arkeen e un “qualcun altro” che aveva contribuito a darle forma prima che Mr. Brownstone diventasse un inno. Non è una canzone sul vizio, ma sull’ossessione che lo alimenta, ed è per questo che suona così reale.
Dall'album
Use Your Illusion I
Guns N’ Roses · 1991 · Track 7
Dati