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La storia dietro
Back Off Bitch, secondo DoReSol
Questa canzone inizia con un colpo secco di batteria e un riff di chitarra implacabile, come se ti spingesse sin dal primo secondo. Non è solo il ritmo accelerato a renderla orecchiabile, ma quella miscela di aggressività e melodia che si avvolge nel ritornello. Il basso e la voce si alternano per sostenere il peso, mentre le tastiere —una novità per la band— aggiungono un tocco più oscuro, quasi cinematografico. Non è una canzone che inviti a ballare, ma piuttosto a lasciar andare ciò che hai dentro e lasciarti trasportare dal suono.
La registrarono nel bel mezzo di un turbine: tra cambi di formazione, tournée interminabili e la pressione di bissare il successo dei dischi precedenti. Guns N’ Roses non era più la stessa senza Steven Adler alla batteria, sostituito da Matt Sorum, e con Dizzy Reed che aggiungeva le tastiere per la prima volta. Il brano uscì in Use Your Illusion I, pubblicato il 17 settembre 1991 insieme al suo gemello Use Your Illusion II, e sebbene non fosse il più venduto della settimana, finì per vendere oltre cinque milioni negli Stati Uniti. Il missaggio fu affidato a Bill Price, che gli conferì quel bagliore sporco che contrasta con la durezza delle chitarre. Durava cinque minuti e tre secondi, tempo più che sufficiente perché il caos e la melodia si fondessero senza pietà.
Dall'album
Use Your Illusion I
Guns N’ Roses · 1991 · Track 8
Dati