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19 días y 500 noches 1999
Album · di Joaquín Sabina ↗ Vai all'artista

19 días y 500 noches

Quando Joaquín Sabina intraprese la creazione di *19 días y 500 noches*, si prefisse un lavoro ambizioso che si rivelò essere il suo disco più esteso fino ad allora, per un totale di 74 minuti e 18 secondi. La produzione, curata da Alejo Stivel, noto per la sua militanza nei Tequila, cercò un suono che si allontanasse dal rock più duro che Sabina stava esplorando dal 1983, orientandosi verso una tavolozza più acustica. L'album, pubblicato da BMG Music Spain, arrivò al pubblico il 6 settembre 1999, e la sua presentazione ufficiale ebbe luogo il giorno successivo in un palcoscenico tanto particolare quanto il Museo del Ferrocarril de Madrid. La gestazione del disco non fu semplice; furono necessari sette mesi di registrazione e intense negoziazioni con la casa discografica, che inizialmente vedeva con sospetto l'idea di un doppio album per il suo costo e perché era un formato poco comune nel mercato ispanico. Alla fine, si concordò una versione che, sebbene contenesse meno brani del previsto, lasciò la porta aperta affinché le canzoni scartate vedessero la luce come lati B di futuri singoli.

Anno
1999
Canzoni
13
Durata
73 min 32 seg
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13 canzoni

Lista delle canzoni

# Titolo Disponibile

Sull'album

19 días y 500 noches, secondo DoReSol

Questo lavoro si distingue per il suo carattere profondamente intimo e autobiografico, esplorando una varietà di stili che vanno dal rock, alla ballata e al country, fino alla milonga, al merengue, alla rumba, al rap e alla ranchera. Tra i pezzi più significativi, quello che dà il titolo all'album, *19 días y 500 noches*, spicca per la sua forza narrativa. Troviamo anche *Cerrado por derribo*, una canzone che Sabina registrò con due diversi approcci lirici, con *Nos sobran los motivos* come suo altro lato. *Una canción para la Magdalena*, con musica fornita da Pablo Milanés, e *Dieguitos y Mafaldas*, ispirata a una relazione del cantautore con un'argentina, sono altri punti salienti. L'atmosfera del disco è arricchita dalla partecipazione di Chavela Vargas in una recitazione all'interno di *Noches de boda*. Inoltre, si percepisce l'influenza dello scrittore Antonio Oliver nell'autorialità di alcuni testi, e il titolo *Donde habita el olvido* rende omaggio all'opera di Luis Cernuda, che a sua volta si ispirava ai versi di Gustavo Adolfo Bécquer.

L'impatto di *19 días y 500 noches* fu considerevole. Mesi dopo la sua pubblicazione, Joaquín Sabina fu riconosciuto con il Premio Ondas come miglior artista spagnolo del 1999. La rivista Rolling Stone in Spagna lo incluse al 7° posto nella sua lista dei 50 migliori dischi rock spagnoli. L'edizione argentina dell'album, inoltre, presentò una selezione di brani ampliata con due canzoni aggiuntive.

Discografia

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