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La storia dietro
The Bewlay Brothers, secondo DoReSol
La canzone The Bewlay Brothers, scritta da David Bowie per l'album Hunky Dory, è un brano che invita alla profonda riflessione, descritta da alcuni come la sua opera più densa ed enigmatica. Fu registrata il 30 luglio 1971 negli studi Trident di Londra, e la sua durata è di 5:29. Lo stesso Bowie la considerava un brano per il mercato Americano, suggerendo che il pubblico di lì tendesse a cercare significati nascosti, anche quando il testo sembrava privo di senso apparente. Alcuni ascoltatori hanno interpretato riferimenti al suo fratellastro, che soffriva di schizofrenia, mentre altri hanno percepito un messaggio di natura omosessuale. Bowie ammise nel 1977 che la canzone si basava in gran parte sul suo rapporto con se stesso e con suo fratello, esplorando l'incertezza sulla vera posizione del fratello nella sua vita o se, in realtà, stesse alludendo a un'altra sfaccettatura della propria personalità. Il nome "Bewlay" deriva da una catena di tabaccherie, e Bowie lo usò come pseudonimo, sentendo di non voler attribuire la canzone al suo vero nome, poiché la considerava un intreccio di "fantasmi" e strati di significato, un palinsesto. Il finale della canzone presenta la voce di Bowie alterata con effetti di velocità variabile, un espediente che alcuni critici paragonarono al suo precedente brano The Laughing Gnome, ma con un tono considerevolmente più cupo.
Questa composizione, che chiude l'album Hunky Dory, si distingue per il suo approccio incentrato sul pianoforte, allontanandosi dal rock più orientato alla chitarra dei lavori precedenti. Bowie co-produsse il disco insieme a Ken Scott, che aveva già lavorato ai suoi due album precedenti. Il suono generale di Hunky Dory è caratterizzato da un'atmosfera più calda e melodica, con influenze pop rock e art pop, e The Bewlay Brothers si inserisce in questa atmosfera introspettiva. La canzone è stata riconosciuta in sondaggi sui brani meno conosciuti di David Bowie, occupando un posto di rilievo. Nonostante Bowie inizialmente descrisse il testo come insensato, col tempo suggerì che l'ispirazione provenisse da suo fratello e dall'esplorazione della propria identità. Lo stesso Bowie eseguì questa canzone dal vivo solo in cinque occasioni, tutte tra il 2002 e il 2004, sottolineando la sua natura particolare e il suo legame personale con l'opera. La critica ha evidenziato il suo carattere musicalmente austero e sinistro, con un testo che assomiglia a un flusso di coscienza di immagini strane, culminando in un ritornello cantato con un marcato accento Cockney, che Bowie era solito impiegare per evocare l'idea di non poter trascendere completamente le circostanze della nascita.
Dall'album
Hunky Dory
David Bowie · 1971 · Track 11
Dati
Crediti
Musica David Bowie