La storia dietro
Shout, secondo DoReSol
Quando incontri *Shout*, ti rendi conto che non è solo una canzone orecchiabile, ma una costruzione sonora molto studiata. La base ritmica parte con uno schema di batteria elettronica che si ripete, grazie a un E-mu Drumulator. Da lì, si sviluppa una progressione di accordi—semplice nella struttura ma carica di un’energia che ti avvolge. Ciò che è interessante è che, al di là dell’idea comune che parli di sfogo emotivo, il suo compositore, Roland Orzabal, l’ha descritta come un pezzo sulla protesta, con un approccio più politico. Questa dualità è parte di ciò che la rende così incisiva. Il brano si distingue anche per il lungo assolo di chitarra, non così comune nel repertorio di Tears for Fears all’epoca, e per un basso sintetizzato che risulta potente.
La genesi di *Shout* avvenne in uno spazio intimo, con Orzabal che lavorava su un piccolo sintetizzatore e una drum machine. Inizialmente, aveva solo il ritornello, una frase che si ripeteva come un mantra. Quando lo mostrò a Ian Stanley, il tastierista, e a Chris Hughes, il produttore, loro videro subito il potenziale di un successo globale—a una visione che Orzabal non condivideva inizialmente, pensando che sarebbe stata solo una buona traccia per l’album Songs from the Big Chair. Con la collaborazione di Stanley, accreditato come coautore, la canzone fu completata e pubblicata come secondo singolo di quell’album nel novembre 1984. Il video promozionale, girato alla fine di quell’anno, mostrava Roland Orzabal e Curt Smith in location naturali come Durdle Door, nel Dorset, oltre che nello studio con il resto della band, circondati da amici e familiari. Questo aiutò a consolidare l’immagine di Tears for Fears in Nord America grazie alla sua diffusione su MTV.
Dall'album
Songs From the Big Chair
Tears for Fears · 1985
Dati