La storia dietro
Mothers Talk, secondo DoReSol
C'è qualcosa in *Mothers Talk* che ti invita a prestare attenzione fin dal primo secondo. Non è solo l'energia che sprigiona, ma come è costruita. Ad esempio, gli archi che senti all'inizio non provengono da un'orchestra, ma sono stati campionati da un disco di Barry Manilow. E il ritmo di batteria che sostiene la canzone, che alcuni paragonano a quello di "Teen Town" dei Weather Report, è un primo esempio di come i Tears for Fears abbiano iniziato a giocare con il *sampling* nelle loro composizioni, qualcosa che hanno esplorato anche nel loro lato B, *Empire Building*. Il testo, dal canto suo, si ispira a due idee: una frase comune che le madri dicono ai figli sulle smorfie e il fumetto antinucleare *When the Wind Blows*.
Questa canzone è stata un punto di svolta per Roland Orzabal e Curt Smith. Scritta nel 1983, l'idea era che servisse come anticipazione del loro secondo album, *Songs from the Big Chair*, uscito nel 1985. Sebbene Orzabal riconosca che *Mothers Talk* li abbia spinti verso una nuova direzione creativa, lui stesso confessa di non essere un grande fan del brano. Tuttavia, il produttore Chris Hughes, che ha lavorato anche all'album, la considera fondamentale per lo sviluppo della band. La prima registrazione della canzone, effettuata all'inizio del 1984 con un altro produttore, non convinse la casa discografica, così Hughes tornò per supervisionare una nuova versione che alla fine uscì come singolo nell'agosto 1984. Negli Stati Uniti, la canzone ebbe un percorso diverso; fu pubblicata come quarto e ultimo singolo di *Songs from the Big Chair* nell'aprile 1986, raggiungendo la 27ª posizione della *Billboard Hot 100*. Questa versione americana, sebbene etichettata come "remix", fu in realtà una ri-registrazione completa, mixata da Bob Clearmountain.
Dall'album
Songs From the Big Chair
Tears for Fears · 1985
Dati